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¯ Bruce Springsteen
È il 23 settembre 1949 quando Bruce Frederick Springsteen nasce a Freehold, nel New Jersey. I suoi genitori sono Douglas e Adele Springsteen; Bruce è il primogenito; in seguito nasceranno le due sorelle Virginia e Pamela. Nel settembre 1956 avviene l'evento che probabilmente gli segnerà la vita: Bruce vede Elvis al "The Ed Sullivan show", ne rimane ammirato e acquista immediatamente la sua prima chitarra, anche se molto presto abbandonerà il suo intento di imparare a suonarla: le sue mani sono troppo piccole per uno strumento di dimensioni regolari. Nel 1965 Bruce partecipa alle sue prime audizioni e si unisce a un gruppo locale, i Castiles. Bruce si diploma alla Freehold Regional High School; poco dopo i Castiles si sciolgono, e Bruce decide di fondare un nuovo gruppo, inizialmente battezzato "Earth" e in seguito "Steel Mill". I componenti di questa band comprendono Steve Van Zandt al basso e Danny Federici all'organo. Tuttavia all'inizio del 1971 anche gli Steel Mill sono destinati allo scioglimento. Le audizioni di Bruce per John Hammond, famoso talent-scout della Columbia Records (tra le sue scoperte ricordiamo Billie Holiday, Aretha Franlkin e Bob Dylan) danno buoni risultati: Hammond e il presidente dell'etichetta Columbia, Clive Davis, rimangono favorevolmente impressionati dai provini di Springsteen. Bruce firma così con la Columbia Records un contratto per dieci album. Nel gennaio 1973 esce "Greetings from Asbury Park, New Jersey", il suo primo lavoro, registrato in tre settimane e prodotto da Appel e Cretecos. A luglio la band appare al Max's Kansas City di New York allo stesso livello di importanza di Bob Marley & The Wailers, uno storico "doppio colpo" in un club che contiene a malapena 200 persone. A novembre dello stesso anno esce "The wild, the innocent and the E-Street shuffle", registrato nel corso dell'autunno. Nell'aprile del 1974 Bruce viene presentato al critico rock e produttore discografico John Landau: Landau vede Springsteen suonare "Born to run" e altre nuove canzoni (compresa "She's the one") al teatro Harvard Square; il concerto gli dà lo spunto per scrivere un'ampia colonna in un giornale locale che si conclude con queste parole: "Ho visto il futuro del rock'n'roll, e il suo nome è Bruce Springsteen". La Columbia crea, in quel periodo, un annuncio pubblicitario basato su un estratto del suddetto articolo e sulla carriera di Springsteen che inizia finalmente a fiorire.
"Born to run", il terzo album, prodotto da Springsteen, Landau e Appel, con Tallent, Weinberg, Bittan, Clemons e Federici, ottiene il disco d'oro, e in seguito anche il disco di platino per la vendita di oltre un milione di copie. Contemporaneamente viene pubblicato l'omonimo singolo, che raggiunge la n° 23 nelle classifiche di Billboard. L'album raggiunge invece il 3° posto nelle classifiche dei migliori LP. Nel 1977 è la volta di "Darkness on the edge of town", mentre John Landau diventa il manager di Bruce Springsteen. Nell'ottobre 1980 esce "The river", prodotto da Springsteen, Landau e Van Zandt; il doppio LP contiene 20 canzoni. Due anni dopo tocca a "Nebraska": è il sesto album per Bruce. Principalmente l'album è composto da esibizioni di Bruce da solista, con chitarra e armonica. Benché lo stile musicale del LP non sia particolarmente commerciale, raggiunge ampiamente la 4ª posizione nella classifica di Billboard. Nel 1984 esce "Born in the U.S.A.", prodotto dallo stesso Springsteen, Landau, Chuck Plotkin e Van Zandt. L'album entra direttamente al 9° posto nella classifica di Billboard: è il primo LP da due anni a balzare nella top-10 subito dopo l'uscita. A giugno di quell'anno la corista Patti Scialfa entra a far parte della E-Street Band, appena in tempo per fare tre prove e un tour che la impegnerà per un anno e mezzo. A settembre, durante un discorso per la sua campagna elettorale a Hammonton (New Jersey), il Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan dichiara: "Il futuro dell'America resta nel messaggio di speranza che si trova nelle canzoni di un uomo ammirato da tanti giovani americani: Bruce Springsteen del New Jersey". Durante un concerto al Pittsburg Civic Arena Springsteen risponderà alla dichiarazione di Reagan con queste parole: "Il Presidente parlava di me l'altro giorno e mi domandavo quale potesse essere il suo LP preferito. Sono sicuro che non sarà certamente 'Nebraska', non credo neppure che lo abbia mai sentito".
Nel settembre 1987 viene pubblicato "Tunnel of love", l'ottavo album (senza contare l'antologia di cinque dischi "Bruce Springsteen & The E-Street Band 1975-1985"); ancora una volta Bruce riesce a sorprendere e ad accontentare i vecchi fan fedeli, e allo stesso tempo a conquistare nuove folle di seguaci. Prodotto da Bruce insieme a John Landau e Chuck Plotkin, "Tunnel of love" viene considerato dai critici come la più intima rivelazione dell'anima di Bruce. L'album supera in America il doppio platino, in Canada il triplo; platino anche in Australia, Italia e Germania. Ovviamente il disco balza anche alla n° 1 in America, facendo di Bruce l'unico artista ad aver ottenuto negli ultimi dieci anni quattro album in cima alla hit-parade. Nel marzo 1992 vengono pubblicati "Human touch" e "Lucky town", due album che complessivamente contengono 24 nuove canzoni. A un anno dalla pubblicazione dei due album, che hanno valso a Springsteen l'ennesimo disco di platino, esce, solo in Europa, "Bruce Springsteen in concert: unplugged", una registrazione di un concerto tenuto per l'emittente MTV. L'album‚ a tiratura limitata, nel giro di tre mesi non si trova già più nei negozi. Nel 1994 esce la colonna sonora del film "Philadelphia" (con Tom Hanks), contenente tra le altre la famosa canzone "Streets of Philadelphia", grazie al Quale Springsteen ottiene l'oscar come miglior brano e una nomination ai Grammy Award. "Streets of Philadelphia" resta per svariate settimane ai primi posti delle classifiche di tutto il mondo. Nel 1995 esce "Greatest hits", la prima raccolta dei successi del boss, che offre anche quattro inediti con la E-Street Band ("Secret garden", "Murder incorporated", "Blood brothers" e "This hard land"). Nel novembre 1995, infine, esce "The ghost of Tom Joad", album acustico che vede Bruce narratore di scenari che parlano di una nuova grande depressione (dopo quella del 1929). Prodotto da lui e da Chuck Plotkin, l'album contiene 12 nuovi brani. Il 1996 vede Springsteen in tour da solo con le canzoni del nuovo album, mentre nel 1997 desta sensazione la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Alla fine dello stesso anno Springsteen pubblica un home-video che lo vede di nuovo insieme alla E-Street Band.
Mentre le voci sul futuro con la E-Street Band continuano a inseguirsi, Springsteen decide di pubblicare un disco dal vivo. Registrato durante le tappe newyorchesi del tour, "Live in New York City" esce nell'aprile 2001, in contemporanea con uno special sul canale televisivo HBO. Contiene 20 canzoni, con una scaletta ripensata strada facendo dopo il disappunto dei fan nella prima versione. Nel frattempo Bruce torna in studio con la E-Street Band, ma senza progetti ufficiali per un nuovo disco. Questi progetti diventano realtà a fine luglio 2002: il boss pubblica "The rising", primo vero album con la E-Street Band dopo diciotto anni. Il disco, prodotto insieme a Brendan O' Brien, è incentrato sulle reazioni ai tragici fatti dell'11 settembre. A ridosso della pubblicazione del disco, Springsteen annuncia un nuovo tour con la E-Street Band, che lo terrà sulla strada e sui palcoscenici di mezzo mondo da agosto 2002 all'inizio del 2003. Dopo due anni, nel 2005 viene pubblicata la canzone "Devils & dust", che narra le emozioni di un soldato statunitense in guerra. Questo è il suo terzo album acustico, che include alcune canzoni scartate dall'album "The ghost of Tom Joad". L'album "Devils & dust" (2005) è il primo disco di Springsteen a essere sottoposto alla censura e al bollino di avvertimento a causa della canzone "Reno", un pezzo che narra in dettaglio di un rapporto sessuale tra un uomo disperato e una prostituta. Nel 2006 esce infine "We shall overcome: the Seeger sessions", album anomalo rispetto alla produzione del cantante in quanto tutte le canzoni sono delle cover di brani della tradizione americana, con il denominatore comune di essere stati tutti reinterpretati da Pete Seeger, cantante bluegrass e folk americano.
Discografia
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