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¯ Dire Straits
I Dire Straits sono una delle band rock di maggior successo commerciale degli anni '80. Leader indiscusso ne è il chitarrista e cantante Mark Knopfler (nato il 12 agosto 1949 a Glasgow, Scozia). Figlio di un affermato architetto, dopo essersi dedicato brevemente all'insegnamento di letteratura inglese, lavora come critico rock per lo Yorkshire Evening Post, mentre la sera si esibisce come leader dei Brewer's Droop, gruppo di pub-rock. Egli è indubbiamente uno dei chitarristi più originali degli ultimi vent'anni, e uno di quelli che meglio hanno assimilato l'essenza del blues e del country-rock. Knopfler suona da sempre con i polpastrelli di pollice, indice e medio, senza plettro, mantenendo anulare e mignolo appoggiati alla cassa. Anche dal punto di vista timbrico la chitarra di Knopfler possiede un'originalità assoluta, con un suono pulitissimo. Nel 1977 Knopfler guida un trio formato insieme al fratello David (nato nel 1951), chitarrista, e al bassista John Illsley (1949, Leicester, Gran Bretagna). Dopo il reclutamento anche del batterista Pick Withers nascono i Dire Straits; grazie a un demo di cinque brani incontrano i favori del critico musicale e disc-jockey londinese Charlie Gillett, conduttore del programma radiofonico "Honky tonkin'" della BBC. L'entusiastica risposta del pubblico alla serrata programmazione del brano "Sultans of swing" convince il produttore Muff Winwood (fratello del celebre Steve) a mettersi al lavoro con il gruppo per "Dire Straits", 33-giri d'esordio, registrato in soli docici giorni e pubblicato nell'ottobre 1978. Lo stile del gruppo è essenziale, scarno, improntato a un rock-blues di derivazione tradizionale e guidato dalla voce roca e dall'agile ed espressiva chitarra solista di Mark Knopfler. Le canzoni sono di stampo dylaniano, mentre lo stile del leader deve molto a personaggi come J.J. Cale e Albert King. L'album viene trascinato nelle posizioni alte delle classifiche di vendita proprio dal singolo "Sultans of swing", una lunga cavalcata che ben evidenzia tutti i tratti caratteristici dello stile del gruppo (in particolare il continuo dialogo, botta e risposta, tra la voce e la chitarra di Mark Knopfler) e destinato a diventare uno dei cavalli di battaglia dei concerti dal vivo. "Communiqué", del giugno 1979, è prodotto dai veterani Jerry Wexler e Barry Beckett e ricalca gli stilemi musicali dell'esordio. Riesce a vendere tre milioni di copie pur non potendo contare su singoli di sicuro impatto, anche se tutte le canzoni contengono numerosi riferimenti a quelle precedenti, creando rimandi e messaggi cifrati che fanno la felicità dei fan. Intanto Mark Knopfler conquista il titolo di miglior chitarrista del 1979, e Bob Dylan lo invita a partecipare alle sedute d'incisione di "Slow train coming" (agosto 1979).
L'attesa pubblicazione di "Love over gold", nel settembre 1982, viene salutata con grande entusiasmo: l'album contiene cinque lunghi brani arricchiti da ricercati passaggi strumentali e strutture approntate per dare largo risalto al talento chitarristico di Knopfler; accusato di essere leggermente prolisso (come dimostra "Telegraph road"), l'album diventa disco d'oro negli Stati Uniti e rimane per quattro settimane consecutive al vertice delle classifiche britanniche, spinto al successo dal singolo atipico e dall'incedere rarefatto intitolato "Private investigations". Nel frattempo anche il batterista Pick Withers abbandona, e viene rimpiazzato dall'ex batterista dei Man e dei Rockpile Terry Williams; alla formazione si aggiunge anche il tastierista Tommy Mandel. Dopo un lungo tour, dal quale viene tratto il doppio live "Alchemy" (registrato all'Hammersmith Odeon di Londra nel luglio 1983 e pubblicato solo nel marzo 1984), esce "Twisting by the pool" (febbraio 1983), mini-album di brani in stile rhythm&blues e rockabilly anni '50. Per i successivi due anni Mark Knopfler si dedica a progetti solistici, bloccando l'attività del gruppo: incide alcune colonne sonore (tra cui, nel 1983, "Local hero" per l'omonimo film del regista Bill Forsyth), suona con Van Morrison in "Beautiful vision" del 1982 e con Bob Dylan nell'album "Infidels" (novembre 1983), si riconcilia col fratello David collaborando al suo "Release" (1983), scrive gli oltre sette minuti del singolo "Private dancer" per l'omonimo album (del 1984) di Tina Turner e produce l'album "Knife" (1984) degli Aztec Camera. Approfittando della lunga pausa anche Illsley pubblica l'album solistico "Never told a soul" (1984), cui farà seguito l'ugualmente sfortunato "Glass" (1988). Pubblicato nel maggio 1985, "Brothers in arms" vede ormai Knopfler saldamente al comando di una formazione variabile, composta dal fido Illsley e da vari session-men (quali Omar Hakim e Guy Fletcher) ingaggiati di volta in volta per assecondare le esigenze interpretative dei vari brani. L'album finisce al primo posto in 24 Paesi e domina per ben nove settimane le classifiche statunitensi (dove vi rimane per più di due anni), vendendo oltre nove milioni di copie. Spinto dai singoli "Money for nothing" (in cui compare anche Sting), "So far away", "Walk of life" e la struggente title-track "Brothers in arms", l'album diventa il più venduto degli anni '80 in Gran Bretagna. All'apparizione al Live Aid fa seguito un mastodontico tour di oltre 200 date, l'ultimo prima di una vacanza di diversi anni, talmente lunga da lasciar temere un definitivo scioglimento del gruppo.
Lungamente atteso, nel settembre 1991 esce "On every street", l'album che segna il ritorno dei Dire Straits, ora composti da Knopfler, Illsley, Clark e Fletcher, oltre a vari session-men. Deludente sotto tutti i punti di vista, il disco ottiene comunque un buon risultato di vendite (merito della fama già conquistata) soprattutto negli Stati Uniti, e il tour seguente si protrae senza troppi entusiasmi. L'album dal vivo "On the night" (maggio 1993) sembra essere l'atto conclusivo di un gruppo stanco e senza più idee né motivazioni. Dopo alcune collaborazioni di stampo tradizionale con gli irlandesi The Chieftains, Knopfler pubblica nel 1996 l'album solista "Golden heart". Con il nuovo millennio, dopo un periodo di silenzio interrotto soltanto dal lavoro per alcune colonne sonore, l'attività solista del (forse ex) Dire Straits si intensifica: il suo secondo album solista intitolato "Sailing to Philadelphia" si rivela un buon successo commerciale per una musica non facile; a due anni di distanza segue una nuova prova discografica, "The ragpicker's dream": entrambi gli album, specialmente l'ultimo, evidenziano l'amore di Mark Knopfler per la mitologia e le sonorità tradizionali americane. Il suo ultimo lavoro è il disco "Shangri-La", uscito nel 2004 con risultati buoni, ma neanche lontanamente paragonabili a quelli dei Dire Straits degli anni d'oro.
Discografia"Dire Straits" (1978) |
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