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¯ Duran Duran

Sono i Duran Duran il volto dell'electro-pop anni '80, e a più di due decenni di distanza il gruppo splende ancora sulla scena internazionale; una luce non di facile interpretazione: difficile, infatti, trovare un'altra band che abbia generato un'ondata di successo così travolgente. La musica dei Duran Duran è la colonna sonora di almeno due generazioni di fan innamorati del loro suono pop sofisticato e ironico.

Le origini di questo fenomeno risalgono al 1978, quando i compagni di scuola Nick Rhodes (tastiere) e John Taylor (chitarra) danno vita, insieme a Simon Colley (basso e clarinetto) e Stephen Duffy (vocalist), a una band. Ispirandosi a un personaggio del film cult anni '60 "Barbarella", si battezzano "Duran Duran", e iniziano a suonare concerti nel club di Birmingham chiamato, neanche a farlo apposta, Barbarella, utilizzando una drum-machine. Nell'arco di un anno sia Duffy che Colley lasciano la formazione e vengono sostituiti dal vocalist dei TV Eye Andy Wickett e dal batterista Roger Taylor. Dopo aver inciso un demo, John si dà al basso per lasciare il posto al nuovo chitarrista John Curtis (il quale avrebbe anche lui abbandonato dopo pochi mesi). Grazie a un annuncio sulla rivista Melody Maker, il gruppo trova il chitarrista "definitivo" in Andy Taylor, ma hanno di nuovo bisogno di un vocalist: Wickett infatti se ne va nel 1979 e, dopo una lunga ricerca, viene rimpiazzato dall'ex frontman della band punk Dog Days, Simon LeBon (studente di recitazione alla Birmingham University).

Dunque, con la formazione "storica" composta da Simon Le Bon (voce), Nick Rhodes (tastiere), John Taylor (basso), Andy Taylor (chitarra) e Roger Taylor (batteria), alla fine del 1980 i cinque sono già molto popolari all'interno dell'emergente movimento britannico "new romantic", del quale diventano re indiscussi nella primavera 1981, quando pubblicano il singolo "Planet Earth" che vende oltre due milioni e mezzo di copie. Un anno dopo, mentre i loro video firmati da Russel Mulcahy e Godley & Creme provocano reazioni clamorose e controverse, l'Europa è in delirio per i Duran (Lady Diana addirittura li definisce la sua band preferita); non lo stesso si può dire degli States, dove viene pubblicato proprio in questo periodo un EP di remix, "Carnival". Comunque la conquista anche dei territori d'oltreoceano non tarda ad arrivare, grazie all'appoggio incondizionato di MTV che rimane folgorata dalle videoclip della band, evocativi di famosi film come "I predatori dell'arca perduta" o "The road warrior". La consacrazione a superstar giunge quindi anche in America, dunque, dove "Rio" entra nella top-10 nel 1983 vendendo oltre due milioni di copie.

Il terzo disco della band, "Seven and the ragged tiger", raggiunge subito la n° 1 in Gran Bretagna, e i singoli "Union of the snake" e "The reflex" trasformano Simon Le Bon e compagni in fenomeno pop mondiale. Nel 1984 viene pubblicato l'acclamato live "Arena", scortato dal singolo "Wild boys" che diventa un inno generazionale in tutto il mondo. Un anno dopo i Duran Duran partecipano allo storico evento Band Aid e all'incisione del singolo "Do they know it's Christmas?", simbolo della campagna umanitaria a favore del Terzo Mondo (poi ripetuto, a distanza di vent'anni, nel 2005).

Nel 1985 ecco anche "A view to a kill" per la colonna sonora del film di James Bond, il primo tema di un film di 007 che vola al primo posto delle chart di tutto il mondo. Successivamente Simon e Nick si dedicano al loro progetto "Arcadia" e al disco "So red the rose".

A inizio '86 Roger annuncia di volersi prendere un anno sabbatico; quest'anno durerà un'eternità. Andy segue il suo esempio e lascia i Duran in tre. A colmare in qualche modo il loro posto arriva Warren Cuccurullo (ex chitarrista dei Missing Persons, la band di Frank Zappa), e presto viene dato alle stampe l'LP "Notorious", il primo contenente materiale inedito in tre anni. Nonostante raggiunga il platino negli USA e riscuota un grande successo con la title-track, il disco non è paragonabile quanto ad accoglienza del pubblico ai suoi predecessori; né riescono nell'intento i tentativi successivi: la popolarità della band sembra destinata a decadere. Il 1988 vede la release dell'album "Big thing", da cui scaturiscono le hit "I don't want your love" e "All she wants is" (il cui video riceve un MTV Video Music Award per il suo spirito innovativo), ma anche la prima incisione solista di John Taylor, autore della colonna sonora del film-cult erotico "Nove settimane e mezzo" (diretto da Adrian Lyne, con Kim Basinger e Mickey Rourke) con la catchy "I do what I do". "Decade", il greatest-hits del 1989 che celebra il decennale del gruppo, viene seguito a pochi mesi di distanza da "Liberty", unico disco dei Duran a non raggiungere vendite d'oro.

Seguono una lunga pausa che solo nel 1993 viene rotta da "Duran Duran (The wedding album)", un lavoro che si dimostra sorprendentemente maturo e pieno di soul e funk: hit come "Ordinary world" e "Come undone" fanno ritornare la febbre duraniana ma scatenano anche alcune delle recensioni più positive che la band abbia mai ricevuto nella sua carriera. Tanto splendore trova il suo seguito in "Thank you", una collezione di cover che, nonostante un'accoglienza freddina da parte della critica, riesce ad entrare tra i dischi d'oro americani del 1995. Fra i pezzi inclusi spiccano "Perfect day" di Lou Reed (che vede un temporaneo ritorno di Roger Taylor alla batteria) e "White lines" di Grand Master Flash & The Furious Five.

Altri guai si profilano all'orizzonte nel 1996, quando John decide di abbandonare definitivamente la band per perseguire una carriera da solista, lasciando dietro di sé LeBon, Rhodes e Cuccurullo a terminare i lavori di "Medazzaland". Il disco, del 1997, è un fallimento senza mezzi termini, che porta anche alla rottura con la EMI Records dopo 18 anni di "idillio". Le sorti del gruppo sembrano non trovare sollievo neppure nel successivo "Pop trash", del 2000 (Edel). La fine definitiva sembra essere vicina quando, l'anno dopo, Cuccurullo decide di ritornare con i Missing Persons.

Tuttavia a inizio 2003 i Duran Duran tornano a far parlare di sè in tre occasioni: la prima (e la più attesa) è quella che vede riunire la line-up originaria di Simon, Nick, Andy, Roger e John per un nuovo LP che vede la luce l'anno stesso; la seconda è la partecipazione di Nick Rhodes ai lavori di produzione del quarto album dei bohemian di Portland Dandy Warhols, "Welcome to the monkey house" (in cui compare anche Simon LeBon come guest-vocalist); infine la decisione da parte della EMI di dare alle stampe un super-cofanetto contenente tutti i singoli che la formazione "storica" ha realizzato tra il 1981 e l''85.

A settembre 2004 il gruppo torna alla ribalta con "(Reach up for the) Sunrise", il primo singolo di "Astronaut", nuovo lavoro in studio del gruppo che avrà un successo mondiale, riproponendo i Duran Duran come una delle migliori band in circolazione del panorama musicale. Nel febbraio 2005 prende avvio un tour di otto settimane negli stati del Nord America, e una trentina di concerti in tutta Europa tra cui l'Italia. Il 2 luglio tornano di nuovo a Roma per partecipare al Live 8, sorta di seguito del Live Aid tenutosi ben 20 anni prima, nel 1985, e organizzato ancora dal Bob Geldof.

A novembre viene pubblicato il libro fotografico retrospettivo "Duran Duran unseen" dedicato all'era "new romantic", e il DVD "Duran Duran: live from London", che ritrae la band all'apice del suo spettacolare tour inglese dell'anno precedente. Il 2006 riparte con un concerto in California. A febbraio, in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino, i Duran Duran si esibiscono al Medals Plaza di Piazza Castello ottenendo il tutto esaurito. Tra giugno e luglio, il frontman Simon Le Bon compone assieme all'amico e socio Nick Wood una nuova canzone, "Nobody knows", pubblicata ad agosto come singolo digitale su iTunes Store Japan.

Nel frattempo, i Duran Duran hanno realizzato una quindicina di pezzi a Londra col produttore Michael Patterson; tuttavia il risultato di queste sessioni, definito come un entusiasmante "ritorno alle origini", viene apparentemente accantonato, e il gruppo comincia a collaborare con differenti produttori. Il chitarrista Andy Taylor non si presenta in studio, e viene sostituito ancora da Dom Brown, ufficialmente a causa di una infezione virale. Il 25 ottobre 2006 viene però sancito il secondo e definitivo divorzio tra lo stesso Taylor e i Duran Duran: il comunicato stampa emanato dai quattro parla di insanabili divergenze reciproche.

Alla fine delle date americane, nel novembre 2006, Simon Le Bon, John Taylor e Nick Rhodes hanno ripreseo a lavorare sul nuovo album, con la possibilità di lanciarlo nei primi mesi del 2007. Restiamo in attesa!

 

Discografia

"Duran Duran" (1981)
"Rio" (1982)
"Seven and the ragged tiger" (1983)
"Arena" (1984)
"Notorious" (1986)
"Big thing" (1988)
"Decade" (1989)
"Liberty" (1990)
"Duran Duran (The wedding album)" (1993)
"Thank you" (1995)
"Medazzaland" (1997)
"Strange behaviour" (1999)
"Pop trash" (2000)
"Greatest DVD" (2003)
"Astronaut" (2004)
"Duran Duran: live from London" (2005)

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