Musica e dintorni

Scrivici / Segnala errori «
Non clikkare qui! «

Font: A A A «

Novità nel sito «

Musica

Poesia

Umorismo

Trash

Deathclock

Sito

Forum

 

 

50 Cent
Alanis Morissette
Anastacia
Avril Lavigne
Backstreet Boys
Beatles & J. Lennon
Black Sabbath
Blink 182
Blur
Bob Marley
Bon Jovi
Britney Spears
Bruce Springsteen
Chemical Brothers
Cranberries
Deep Purple
Dire Straits
Dream Theater
Duran Duran
Eagles
Elton John
Elvis Presley
Eminem
Eric Clapton
Evanescence
Frank Sinatra
Green Day
Guns N' Roses
Iron Maiden
Jennifer Lopez
Jimi Hendrix
Led Zeppelin
Lee Ryan
Lenny Kravitz
Linkin Park
Madonna
Marilyn Manson
Metallica
Michael Jackson
Nirvana
Oasis
Offspring
Ozzy Osbourne
Phil Collins
Pink Floyd
Queen & F. Mercury
Rainbow
Red Hot Chili Peppers
R.E.M.
Ricky Martin
Robbie Williams
Santana
Sex Pistols
Simon & Garfunkel
Sting
System Of A Down
U2
Whitesnake

 






















»

Link correlati:
» Forum sulla musica

¯ Elvis Presley

Elvis Aaron Presley nasce a East Tupelo, cittadina a 150 chilometri da Memphis, Tennessee, nel 1935. Si avvicina alla musica grazie ai genitori, che intonano canti gospel nella chiesa locale, e a soli 10 anni partecipa a una gara per principianti: il "Mississippi Alabama fair and dairy show": cantando "Old shep" vince il secondo premio e, in occasione del suo compleanno, riceve in regalo la prima chitarra con la quale inizia a strimpellare country e anche un po' di blues.

Nel 1948 la sua famiglia si trasferisce a Memphis, dove Presley termina gli studi e trova lavoro come camionista presso la Crown Electric Company. Crescendo, subisce l'influenza degli artisti country & western e della gente di colore, imitandone l'abbigliamento e la pettinatura.

Nella primavera del 1953 decide di registrare un disco a pagamento presso il Memphis Recording Service di proprietà di Sam Phillips, titolare della Sun Records, e incide due canzoni: "My happiness" degli Ink sposts e "That's when your heartaches begin". L'anno successivo ripete l'esperienza incidendo un secondo disco con "Casual love affair" e "I'll never stand in your way"; si suppone che Presley, ritentando la carta dell'incisione, tenti di farsi notare da Phillips, il quale, qualche tempo dopo, lo chiama per fargli eseguire una ballata dal titolo "Without you". Il risultato non è eccezionale, ma lo scopo è raggiunto.

Phillips gli affianca due musicisti di grande esperienza, Scotty Moore e Bill Black, con cui prova nei fine settimana. Da queste session del luglio 1954 nascono "That's all right mama" e "Blue moon of Kentucky", riuscitissime versioni di leggendari classici americani: il disco esce il 19 luglio e sale al 3° posto della classifica locale.

Lasciato il lavoro alla Crown, con Moore e Black forma i "Blue Moon Boys", e il 25 settembre esce il secondo singolo, "Good rockin' tonight / I don't care if the sun don't shine", che riscuote un discreto successo e gli permette di esibirsi al Grand Ole Opry di Nashville. Lo show non desta particolare entusiasmo, ma nonostante la delusione Elvis inizia a cantare regolarmente dal vivo, aumentando la sua popolarità negli stati del sud. Fra il 1954 e il 1955 si esibisce in oltre 200 concerti, e nel corso di uno show conosce il colonnello Parker, il personaggio che più contribuirà a creare la leggenda di Elvis Presley.

Alla fine del 1955 Parker gli procura un vantaggiosissimo contratto con la RCA, e nel gennaio del 1956 esce un nuovo singolo, "Heartbreak hotel", che Elvis presenta nella sua prima apparizione televisiva nazionale allo Stage Show (condotto dai fratelli Dorsey). Il disco vende milioni di copie e le successive apparizioni televisive scatenano il mito di Elvis e del rock'n'roll in tutti gli Stati Uniti. Nel corso del 1956 ben 11 sono le presenze del cantante nelle classifiche di Billboard (record superato solo da lui stesso nel 1957); "I was the one", "Blue suede shoes" e "Don't be cruel" sono alcuni titoli.

Col tempo il sound di Presley assume caratteristiche più popolari: "Love me tender", splendida ballata ispirata ad Aura Lee, brano folk del 1861, nel giro di pochi giorni riceve oltre un milione di prenotazioni, e la RCA avrà molte difficoltà a stampare le copie richieste.

È il 1957, ed Elvis debutta come attore in due film, "Loving you" e "Jailhouse rock", che ottengono un grande successo di cassetta; seguono due album e uno splendido LP di canzoni natalizie. Nel frattempo il colonnello Parker, sfruttando il nome dell'artista, organizza una struttura commerciale che creerà un grosso giro d'affari, vendendo portafogli, magliette, cinture, rossetti e altri gadget di vario formato e natura. Nel marzo 1958, dopo aver terminato il suo quarto film "King Creole", Presley inizia il servizio di leva in Arkansas, e qualche mese dopo viene trasferito nel Texas dove rimane fino a settembre, quando si imbarca sulla nave U.S.S. Randall in rotta per Bremerhaven, Germania.

Per due anni rimane lontano dalle scene e dagli studi di registrazione, ma la sua casa discografica continua a stampare materiale inciso in precedenza, mantenendo viva l'immagine di Elvis e procurandogli nuove presenze in classifica con i seguenti titoli: "Don't", "Wear my ring around your neck", "Hard headed woman", "A foll such as I", "A big hunk of love" e altri. Il 1° marzo 1960 termina la carriera militare ed Elvis rientra in patria, dove riceve il benvenuto ufficiale partecipando allo show televisivo di Frank Sinatra. Subito dopo, nonostante una serie di eventi segni la fine del vero rock'n'roll e dei suoi migliori esecutori (Little Richard, Jerry Lee Lewis, Gene Vincent, Buddy Holly, ecc.), Presley passa settimane in sala di registrazione, e in aprile esce il nuovo singolo, "Stuck on you / Fame and fortune", subito primo in classifica; stesso destino avranno i tre singoli successivi: "It's now or never", "Are you lonesome tonight" e "Surrender".

Due ottimi album segnano il 1960: "Elvis is back", una delle sue produzioni migliori (con i brani "Fever", "Like a baby", ecc.), e "His hand in mine", un intero album di brani gospel. Negli anni a venire quasi tutte le produzioni discografiche di Presley saranno colonne sonore, fino al 1967 quando esce "How great thou art", secondo bellissimo album di gospel, e "Big boss man", che, insieme a "U.S. male", rappresenta il ritorno del cantante al suo primo amore: il rock'n'roll.

Anche il cinema continua a vederlo protagonista con produzioni di vario genere: "G.I. blues", commedia leggera del 1960, il western "Flaming star", e il più impegnato "Wild in the country" (1961); ma è "Blue Hawaii" a definire la formula che verrà utilizzata nei film successivi: battersi per il proprio futuro, conquistare la donna amata, e il classico lieto fine, il tutto girato in note località turistiche. Le ultime apparizioni live di Elvis (febbraio e marzo 1961) si tengono a Memphis e alle Hawaii: sono due spettacoli di beneficenza per raccogliere fondi a favore della nave U.S.S. Arizona, affondata a Pearl Harbour; questo spiega lo straordinario successo dei suoi film, dato che per molti anni saranno l'unico modo per vederlo cantare. Infatti negli anni '60 Elvis interpreta ben 27 pellicole, tra cui oltre a quelle già citate ricordiamo "Stay away Joe" (1968), "Charro" (1969), "Viva Las Vegas" (1964), "Easy come easy go" (1967) e "Live a little love a little" (1968).

Nel tentativo di rinverdire il suo mito, "the king" convoca i migliori musicisti del momento e registra in studio, davanti a un pubblico, quelle che sono conosciute come le "Burbank sessions". Da sette anni non canta davanti a una platea, e il fatto diventa quindi un avvenimento: il 3 dicembre 1968 viene trasmesso l'"Elvis NBC TV special", sulla rete televisiva nazionale. È un momento decisivo nella carriera di Presley che, abbandonato il sound degli ultimi anni e deciso a riprendersi lo scettro di re del rock'n'roll, debutta il 31 luglio 1969 all'International Hotel di Las Vegas con grande successo di pubblico e critica. Sarà questo il primo di una lunga serie di spettacoli che negli anni '70 lo riporteranno a contatto col suo pubblico. Tra luglio e dicembre tre eccellenti singoli scalano la classifica di vendita: "In the ghetto", "Suspicious minds" e "Don't cry daddy". Grazie a questi nuovi successi Elvis inizia una intensa e frenetica attività live (più di 1.000 concerti in cinque anni, in media più di uno ogni due giorni!). Una di queste esibizioni, "Elvis: aloha from Hawaii", del 14 gennaio 1973, viene trasmessa via satellite in mondovisione a un pubblico di un miliardo di persone, e in seguito ne verrà tratto uno storico album: sarà la prima incisione quadrifonica a superare il milione di copie vendute.

L'enorme produzione discografica di questo periodo è ovviamente imperniata su registrazioni dal vivo; scarso è invece il materiale cinematografico, gli unici lavori su pellicola sono due documentari sulla vita del cantante durante le tournée: "Elvis, that's the way it is" e "Elvis on tour". Presley comincia a sentirsi ingabbiato nel suo stesso mito, e la sua vita è ormai quella di un quasi recluso, circondato da un'impenetrabile corte di parenti, amici e faccendieri che non gli consentono di condurre una vita normale.

Il divorzio dalla moglie Priscilla nel 1973 gli dà il colpo di grazia: l'alcool e le medicine prendono il sopravvento causandogli frequenti attacchi depressivi, l'alimentazione disordinata e l'alcool lo portano a ingrassare vistosamente e a ricorrere a estenuanti cure dimagranti, che peggiorano ulteriormente il suo stato di salute costringendolo a periodici ricoveri in ospedale. Malgrado la precaria situazione fisica nel febbraio 1977 inizia una nuova tournée, che si conclude il 26 giugno con lo show tenutosi al Market Square Arena di Indianapolis; da quest'ultimo tour viene tratto lo special televisivo "Elvis in concert", mandato in onda dalla CBS l'ottobre successivo.

Deciso a prendersi un periodo di riposo Elvis Presley torna nella sua casa di Graceland, a Memphis, ma verso le 14 del 16 agosto 1977 viene ricoverato d'urgenza al locale Baptist Memorial Hospital, dove poco più di un'ora dopo i medici lo dichiarano morto per aritmia cardiaca.

 

Discografia

"Elvis '56" (1956)
"Elvis Presley" (1956)
"Elvis' golden records" (1956)
"Elvis' Christmas album" (1957)
"Jailhouse rock" (1957)
"Loving you" (1957)
"King Creole" (1958)
"50,000,000 Elvis fans can't be wrong" (1959)
"Elvis is back" (1960)
"G.I. blues collector's edition" (1960)
"His hand in mine" (1960)
"Blue Hawaii" (1961)
"How great thou art" (1966)
"Back in Memphis" (1969)
"That's the way it is" (1970)
"Elvis country" (1971)
"He touched me" (1971)
"Live at Madison Square Garden" (1972)
"Aloha from Hawaii via satellite" (1973)
"Good times" (1973)
"Today" (1975)
"Great country songs" (1976)
"Moody blue" (1977)
"Early Elvis" (1981)
"Sweet songs" (1985)
"Essential Elvis" (1988)
"The great performances" (1990)
"Elvis: the king" (1991)
"Blue Christmas" (1992)
"Elvis now" (1993)
"Concert collection" (1994)
"Off the road" (1995)
"America" (1996)
"Elvis' greatest jukebox hits" (1997)
"Forever in love" (1997)
"Private Elvis" (1999)
"Elvis 2000" (2000)
"Elvis gospel" (2000)
"Elvis 30 #1 hits" (2002)
"2nd to none" (2003)
"Elvis at sun" (2004)

Top

 

Newsky Group © 2007 – CreditiNote legaliSicurezza e privacyNote tecniche
I contenuti di queste pagine possono essere utilizzati solo nel rispetto di quanto indicato nelle Note legali
Se ritieni che parte dei materiali qui pubblicati ledano il tuo diritto d'autore, contattaci e provvederemo a rimuoverli