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¯ Frank Sinatra

Francis Albert Sinatra nasce a Hoboken, nel New Jersey, il 12 dicembre 1915 da madre genovese e padre siciliano. È un parto terribile: con il forcipe l'ostetrico gli sfregia parte della testa e del collo, e quasi gli recide un lobo dell'orecchio (Frank vorrà tenersi quella cicatrice per tutta la vita; alla Metro Goldwin Mayer gli proporranno di rimuoverle con la chirurgia plastica, e lui risponderà: "Sono tutto una cicatrice, dentro e fuori, e questo me lo ricorderà per sempre"); l'ostetrico avrebbe dato per spacciato il piccolo, al che la nonna, Rosa Garaventa, lo avrebbe preso in braccio, cianotico, tuffato nell'acqua fredda; Frank avrebbe così ripreso a respirare. Anche la sua infanzia è difficile; la madre Dolly fa la levatrice, il padre Marty, pugile dilettante, è un pompiere. Viene subissato d'affetto, ma quando Dolly entra in politica lo abbandona, e Frank viene allevato da una vicina di casa ebrea, la signora Goldberg. L'unica cosa che Dolly gli insegna è vestire con eleganza e larghezza; Dolly avrebbe preferito una femmina, per cui si intestardisce per anni a vestire Frank di rosa, e gli regala tante di quelle paia di braghe che i teppistelli del quartiere gli procurano il soprannome di "pantalonoso". Da ragazzino Frank è costretto da esigenze economiche a fare i lavori più umili; cresciuto per la strada e non sui banchi di scuola, prima fa lo scaricatore di porto e poi l'imbianchino; viene anche coinvolto in una rissa per il suo carattere fiero e orgoglioso, e anche in quanto italiano. "Vivevo nel quartiere dei duri. Quando qualcuno mi diceva: 'Ti vomito addosso, piccolo sporco italiano', la cosa più rapida che facevo era spaccargli la testa con il tirapugni che nascondevo in tasca".

Frank ascolta per ore i dischi di Rudy Vallee e del suo idolo Bing Crosby, e decora con le loro foto la sua stanza. "Sarò anch'io cantante", dice Frank. A 16 anni fonda un piccolo gruppo, i Turk, dopodiché lascia la Demarest High School per arruolarsi in una orchestra; Dolly capisce di non poter dissuadere il figlio, e per 65 dollari (un vero patrimonio per l'epoca) gli compra un microfono e un amplificatore, e usa qualche sua influenza politica per procurargli delle serate come cantante. Da quel momento Sinatra è una presenza fissa a tutti i concorsi di dilettanti che tenuti sulla costa est. Dopo il debutto in un concorso radiofonico, lavora con le orchestre swing di Harry James (famoso trombettista che di fatto scopre Sinatra nel 1939, ingaggiandolo e togliendolo dallo stato di semi-povertà in cui viveva) e di Tommy Dorsey (che lo rileverà dopo il fallimento dell'orchestra di James, lanciandolo definitivamente verso la notorietà). Hollywood sfrutta la sua popolarità in film musicali di scarso rilievo: se si eccettuano tre brillanti prove accanto a Gene Kelly ("Due marinai e una ragazza", "Facciamo il tifo insieme", "Un giorno a New York") è prevalentemente la musica a occupare Sinatra, almeno fino alla fine degli anni '40, quando una emorragia alle corde vocali sembra comprometterne per sempre la carriera.

Sinatra si rivolge nuovamente al cinema e con insospettata caparbietà si afferma ottimo attore drammatico. L'oscar per "Da qui all'eternità" segna l'inizio di un nuovo periodo fortunato, e il successo torna di nuovo a sorridergli rilanciandolo, con una voce più matura, ai vertici del mondo della canzone. Personaggio ormai leggendario ("lucky Frankie", "the voice", "old blue eyes" sono i soprannomi che gli vengono tributati per il suo fascino e l'inimitabile talento vocale), generoso, passionale, perfezionista, vendicativo, riempie le cronache dei giornali con i suoi matrimoni e i suoi flirt, le controverse posizioni politiche, i contatti (veri o presunti) con ambienti della malavita, le iniziative imprenditoriali. Irripetibile esempio di una vita interamente dedicata al pubblico, il Sinatra cantante è uscito indenne dal trascorrere delle mode musicali e non si è mai sottratto al confronto con le vere grandi personalità della canzone, ottenendone rispetto e ammirazione; il Sinatra attore da parte sua ha dimostrato la verità di una teoria alla quale diceva di credere fermamente, e cioè che un buon cantante è essenzialmente un buon attore. Le sue interpretazioni in "L'uomo dal braccio d'oro", "Il jolly è impazzito", "Qualcuno verrà", gli hanno dato ampiamente ragione. Frank Sinatra passa alla storia come "the voice" per il suo inconfondibile carisma vocale.

Durante la sua carriera inciderà 2200 canzoni per un totale di 166 album, dedicandosi anche, con fortuna, al grande schermo. E la sua vita privata è paragonabile proprio a uno dei suoi tanti film di successo: famoso latin lover, si sposa quattro volte; la prima nel 1939 a 24 anni con Nancy Barbato (conosciuta nove anni prima), dalla quale ha tre figli, Nancy, Frank Jr e Christina, che all'epoca della separazione (nel 1950) hanno rispettivamente 11, 7 e 3 anni; poi, dal 1951 al 1957, Sinatra ha un'intensa storia d'amore con Ava Gardner, che riempie le cronache rosa dei giornali del tempo, a suon di criticati confetti (per lei lascia la famiglia), botte e litigi; per soli due anni, dal 1966 al 1968, si unisce in matrimonio con l'attrice Mia Farrow; e dal 1976 fino alla sua morte resta a fianco dell'ultima moglie, Barbara Marx; ma la stampa continuerà anche negli ultimi anni ad attribuirgli flirt con donne del calibro di Lana Turner, Marilyn Monroe, Anita Ekberg e Angie Dickinson. Da sempre vicino alle cause per i diritti umani, già nei primi anni '50 si schiera a favore dei neri, insieme al suo inseparabile amico Sammy Davies Jr. Fino all'ultimo non si sottrae alla beneficenza in favore dei bambini e delle classi disagiate. La sua stella non conosce ombre; solamente tra il 1947 e i primi anni '50 attraversa una breve crisi professionale, che supera brillantemente grazie al film di Fred Zinnemann "Da qui all'eternità", con cui conquista l'oscar come miglior attore non protagonista. Tra i più cari amici ne ricordiamo qualcuno, quali Dean Martin, il già citato Sammy Davis Jr e Peter Lawford. Tra gli ultimi omaggi che l'America tributa a questo grande show-man, un regalo speciale per i suoi 80 anni, nel 1996: in onore dei suoi occhi blu l'Empire State Building per una notte si illumina d'azzurro, tra coppe di champagne e gli inevitabili festeggiamenti a cui Frank è abituato. Lo stesso omaggio è stato ripetuto anche in occasione della sua morte.

Ma torniamo agli inizi. Nel 1939 Frank ottiene successo a Baltimora e alla fiera mondiale di New York con i brani "My love for you" e "Wishing"; presto ripete il suo grande successo con "I'll never smile again". A 24 anni è già un divo. Si ferma a Hollywood per interpretare il film "Las Vegas nights"; il critico George Simon scrive di lui: "Canta bene, peccato che sia così poco fotogenico". Ma Sinatra va avanti per la sua strada, e incide "Stardust", "The one I love" e "Let's get away from it all". Le ragazzine impazziscono per lui; anche Dorsey, come in precedenza James, comincia a essere geloso dei suoi trionfi e cerca di scaricarlo; "Non è più lo show di Tommy Dorsey, è lo show di Frank", cominciano a dire i critici. Sinatra incide altri dischi mostrandosi un grande professionista. Nel settembre 1942 Sinatra lascia l'orchestra di Dorsey e si rivela assai generoso, promettendogli il 43% dei propri guadagni per i dieci anni a venire: "Tommy mi ha insegnato tutto, è stato la mia vera educazione, e io lo ripago così". Frank ha ormai acquistato una prodigiosa padronanza del suo magnifico strumento, la voce, riuscendo a usarla come contrappunto melodico delle passioni più veementi, facendo risaltare con pastosa sonorità e con pronuncia perfetta ogni parola di un inglese accattivante e armonioso; è "fabulous Frank", il "favoloso Frank".

Ormai libero, Frank torna a New York e ottiene uno show, "Songs by Sinatra", dalla CBS. È così popolare che lo chiamano per l'inaugurazione del teatro Paramount di Time Square a New York, il 31 dicembre 1942: alla sua presentazione si viene istantaneamente a creare la più stupefacente esplosione di isteria collettiva femminile della storia; il New Yorker si sbilancia a definire Sinatra "un fenomeno americano": in una sola apparizione sul palco del Paramount Frank viene proclamato una stella. La posta scarica sul suo tavolo 1.000 lettere la settimana. Una notte le ammiratrici gli strappano i vestiti e lo lasciano in mutande. Rischia di morire strangolato perché due fan sovraeccitate si appendono alla sua cravatta. Oltre alla sua straordinaria voce, capace di magnetizzare l'uditorio, Sinatra aggiunge nelle sue canzoni un ingrediente che nessuno ha ancora mai usato: il sesso; è come se egli facesse l'amore con ogni ragazza in sala. Fu in pratica il primo vero sex-symbol; questo è il segreto del suo fascino, delle sue scappatelle e del conseguente collasso del matrimonio con Nancy, ragazza "troppo sempliciotta" per lui, tenuto in piedi ancora qualche anno solo dalla presenza dei figli.

Nel 1944 Frank incide 17 cassette, che lo lanciano in alto nella hit-parade e ne esaltarono le magiche capacità interpretative. Dato il suo successo la Metro Goldwin Mayer lo strappa alla RKO, per un contratto di 1,5 milioni di dollari in sette anni (qualcosa di favoloso per l'epoca). Alla MGW Sinatra esordisce con il successo di "Anchors aweigh", lavorando con Gene Kelly e cantando "I fall in love too easily" e "The charm of you", anche questi grandi successi. Nel 1945 il film anti-razzista "The house I live in", da lui interpretato gratuitamente, vince un oscar. In quell'anno Frank incide 38 dischi, e riceve tutte le nomination possibili come cantante e attore. Nel 1947 gli italiani di Hoboken celebrano il 12 ottobre il Columbus Day, e il giorno successivo il... Frank Sinatra Day.

Il cantante è occupato anche a combattere accuse, giudiziarie e giornalistiche, di legami con esponenti mafiosi quali Lucky Luciano, dal quale sarebbe stato ricevuto a Cuba nel '47. Sinatra non negherà mai di averlo incontrato, ma respingerà fino alla morte qualsiasi illazione di coinvolgimento diretto o indiretto con personaggi o azioni di mafia, e si giustificherà così: "Sono stato allevato a stringere la mano a una persona quando le vengo presentato senza pretendere di investigare sul suo passato; ero stato invitato a quel party, e mi accorsi tardi che uno dei presenti era Lucky Luciano. Capii immediatamente che mi esponevo alle critiche, ma non avevo modo di andarmene senza suscitare uno scandalo". Arrestato, patteggia 10.000 dollari per la chiusura del caso; Frank in realtà vorrebbe il processo, ma Louis Mayer, presidente della MGW, lo convince che sarebbe comunque una brutta pubblicità.

Le difficoltà di questo caso, oltre alla tormentata storia d'amore con Ava Gardner, che da una parte distrugge definitivamente il matrimonio con Nancy e dall'altra si risolve in un fallimento (Sinatra fingerà il suicidio quando Ava lo lascerà, salvo sposarlo nel '51), porta a una crisi personale e artistica del cantante-attore. Nel 1948 interpreta "Il miracolo delle campane", ma questo e i successivi film, così come i suoi dischi, si rivelano un flop.

La sua salvezza e rinascita sono rappresentate dal film "Da qui all'eternità", del 1954, un successo mondiale grazie a cui Frank ottiene un trionfale ritorno e la definitiva consacrazione ad attore, aggiudicandosi anche un oscar (alla cui consegna piange come un bambino). Sinatra rifiorisce pure nella canzone grazie all'aiuto del musicista Nelson Riddle, che riesce a trasformare l'ex idolo delle ragazzine in un maturo genio. Dai loro primi incontri scaturiscono il superbo "My one and only love" e il classico "Songs for young lovers". Il nuovo film "Il fidanzato di tutte" (1955) ottiene anch'esso il plauso del difficile New York Times. In "Bulli e pupe" (1956) può permettersi di essere considerato il migliore di una compagnia in cui, incredibilmente, il peggiore risulta essere un tale Marlon Brando. Nello stesso anno interpreta la sua parte drammatica più completa, quella di Frankie Machine, giocatore di poker distrutto dalla droga, ne "L'uomo dal braccio d'oro" di Otto Preminger.

Negli anni '60 tiene decine di concerti di beneficenza, e nel 1978, quando il grandissimo campione Joe Louis, il bombardiere nero dei pugni, senza soldi, deve affrontare grandi spese per un intervento chirurgico a cuore aperto, paga lui tutti i conti, così come aiuta economicamente l'amico George Raft quando si trova a dover pagare un salatissimo conto all'erario pubblico.

La vita di Sinatra è anche legata a svariate leggende, più o meno vere, intrecciate tra lo spettacolo e la politica. Dopo aver lottato apertamente per la quarta rielezione di Franklin Delano Roosevelt, nel 1944, Frank scende di nuovo in campo nel 1950 per John Fitzgerald Kennedy; secondo alcuni avrebbe fatto anche da "mediatore d'amore" per il nuovo presidente statunitense, facendogli conoscere grandi donne del mondo dello spettacolo, tra cui Marilyn Monroe, la cui morte è, secondo la leggenda, in qualche modo legata proprio al rapporto con Kennedy (anch'egli poi assassinato nel '63, per ben altri motivi); molto scandalo presso gli Americani suscitarono le rivelazioni di Judith Exner Campbell, secondo cui lei, sospettata di connivenza con organizzazioni mafiose, sarebbe stata l'amante prima di Frank Sinatra e poi dei fratelli Kennedy, John in particolare. Anche per Reagan Sinatra tornerà in campo, nel 1980.

Nel 1977 Dolly, la madre di Frank, muore in un incidente aereo. Il figlio decide di organizzare una commossa cena a Las Vegas in suo ricordo, mettendo in vendita i posti a 500 dollari l'uno; l'incasso sarà sbalorditivo, quasi 6 milioni di dollari, che verranno devoluti all'opera di carità preferita dalla madre. Frank fa costruire anche una cappella, una mensa e sale da pranzo nella Villa Scalabrini per anziani di Los Angeles. È l'estremo saluto dell'eterno ragazzo italiano alla mamma italiana, alla donna che ha avuto su di lui influenza più di chiunque altro nella vita, alla capofamiglia alla quale Frank non ha mai mancato di portare le donne che voleva sposare e sulle quali a Dolly era sempre spettato un giudizio.

Sinatra continua a vivere, con la sua leggenda e con i suoi trionfi, con la sua malinconia segreta e con il velluto di una voce che non ha mai avuto pari. Gli hanno chiesto quale sarà la fine di questa leggenda immortale; lui ha risposto citando un discorso del grande generale McArthur: "Amici, i vecchi soldati non muoiono mai; essi sfumano soltanto, i loro contorni svaniscono e si perdono all'orizzonte in quello che è il mare tempestoso del destino".

 

Discografia

"Sinatra-basie" (1962)
"It might as well be wwing" (1964)
"Sinatra at the sands" (1966)
"Francis Albert Sinatra and Antonio Carlos Jobim" (1967)
"Francis A. Sinatra & Edward K. Ellington" (1967)
"Sinatra!" (1983)
"Original Frank Sinatra" (1983)
"Ol' blue eyes is back" (1986)
"My way" (1986)
"September of my years" (1986)
"Strangers in the night" (1986)
"That's life" (1986)
"Concert Sinatra" (1986)
"Man and his music" (1986)
"Frank Sinatra's greatest hits!" (1987)
"Only the lonely" (1987)
"Come dance with me!" (1987)
"Point of no return" (1987)
"Sinatra Christmas album" (1987)
"Trilogy" (1988)
"Gift set" (1988)
"My kind of Broadway" (1989)
"Softly, as I leave you" (1989)
"Reprise collection" (1990)
"In the wee small hours" (1991)
"Nice 'n' easy" (1991)
"She shot me down" (1991)
"Sinatra and company" (1991)
"Cycles" (1991)
"Sinatra's sinatra" (1991)
"Swingin' affair!" (1991)
"Come swing with me" (1991)
"Sinatra reprise: the very good years" (1991)
"Where are you" (1991)
"Duets" (1993)
"At the movies" (1993")
"Best of the Columbia years: 1943-1952" (1995)
"Complete Capitol singles collection" (1996)
"Night & day" (1997)
"Inimitable" (1997)
"Portrait of Sinatra: Columbia classics" (1997)
"Portrait of Frank Sinatra" (1998)
"Ol' blue eyes" (1998)
"Collections edition" (1998)
"Golden voices: original artists" (1998)
"20 great love songs" (1998)
"All or nothing at all: 25 early hits 1939-47" (1998)
"Classic collection" (1998)
"World we knew" (1999)
"Golden voice" (1999)
"Greatest hits 1940-1947" (1999)
"Voice: 1943-1947" (1999)
"Vol.10: 1941-1942" (2000)
"Frank Sinatra and friends" (2000)
"Wonderful music of Frank Sinatra: close to you" (2000)
"Fortieth decade" (2000)
"My way box set" (2000)
"Maximum Sinatra" (2000)
"Magic of old blue eyes" (2000)
"It had to be you" (2004)

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