Musica e dintorni

Scrivici / Segnala errori «
Non clikkare qui! «

Font: A A A «

Novità nel sito «

Musica

Poesia

Umorismo

Trash

Deathclock

Sito

Forum

 

 

50 Cent
Alanis Morissette
Anastacia
Avril Lavigne
Backstreet Boys
Beatles & J. Lennon
Black Sabbath
Blink 182
Blur
Bob Marley
Bon Jovi
Britney Spears
Bruce Springsteen
Chemical Brothers
Cranberries
Deep Purple
Dire Straits
Dream Theater
Duran Duran
Eagles
Elton John
Elvis Presley
Eminem
Eric Clapton
Evanescence
Frank Sinatra
Green Day
Guns N' Roses
Iron Maiden
Jennifer Lopez
Jimi Hendrix
Led Zeppelin
Lee Ryan
Lenny Kravitz
Linkin Park
Madonna
Marilyn Manson
Metallica
Michael Jackson
Nirvana
Oasis
Offspring
Ozzy Osbourne
Phil Collins
Pink Floyd
Queen & F. Mercury
Rainbow
Red Hot Chili Peppers
R.E.M.
Ricky Martin
Robbie Williams
Santana
Sex Pistols
Simon & Garfunkel
Sting
System Of A Down
U2
Whitesnake

 





























»

Link correlati:
» Forum sulla musica

¯ Iron Maiden

Nel 1975, in piena epoca punk, Steve Harris, bassista degli Smiler, fonda una band a Leytonstone, sobborgo di Londra, trovando spunto per il nome da uno strumento di tortura impresso nella sua mente dopo aver visto il film "The man in the iron mask". I primi approcci con il pubblico avvengono al Ruskin Arms, uno dei pochi locali con visione heavy-metal. La formazione vede al basso lo stesso Steve Harris, alle chitarre Bob Sawyer e Dave Murray, alla batteria Ron Matthews e alla voce Dennis Wilcok.

Dopo varie vicissitudini agli strumenti la formazione che nel 1979 incide un demo è così composta: Steve Harris, Dave Murray, Paul Di Anno e Doug Sampson, con i nuovi arrivati rispettivamente alla voce e alla batteria. Il demo, composto da tre brani, riscuote un discreto successo, e gli Iron Maiden, autoproducendosi sotto l'etichetta Rock Hard, stampano un EP "The soundhouse tapes" in 5.000 copie di tiratura, in breve esaurite.

Al termine dell'anno la EMI, notando l'ottimo successo di vendite e l'immancabile tutto-esaurito a ogni loro concerto, li mette sotto contratto. All'inizio del 1980 la casa discografica, fiutando il ritorno dell'heavy-metal, mette sul mercato la raccolta "Metal for Muthas", dove gli Iron sono presenti con due pezzi: "Sanctuary" e "Wrathchild". Nasce la N.W.O.B.H.M. (New Wave Of British Heavy-Metal), movimento musicale che attrae i media. Gli Iron Maiden vengono invitati a Top Of The Pops, dove si esibiscono con il loro singolo d'esordio "Running free", che entra subito in classifica.

Il 14 aprile 1980 viene alla luce "Iron Maiden", album che riuscirà ad arrivare sino alla quarta posizione della classifica inglese grazie a delle vere chicche come "Phantom of the opera" e "Running free", senza dimenticare "Prowler" e la title-track. L'album viene lanciato con una tournée europea, dove il gruppo fa da supporter ai Kiss e dove vengono accompagnati dal mitico Eddie, che diventerà la loro mascotte.

Nei primi mesi del 1981 esce "Killers" che, anche se stroncato dalle critiche, riuscirà a salire fino al dodicesimo posto. Questo è il primo lavoro con Adrian Smith, sostituto alla seconda chitarra di Dennis Stratton (uscito per divergenze musicali), entrato nelle file della band durante la registrazione del primo album; ed è l'ultimo (escluso il mini-LP live "Maiden Japan") di Paul Di Anno, sostituito da Bruce Dickinson durante il tour mondiale.

Il cantante Bruce Dickinson, proveniente dai Samson, debutterà in studio nel febbraio 1982 con il singolo "Run to the hills". Il capolavoro del gruppo esce il mese dopo, conquistando la prima posizione della classifica inglese e il disco di platino oltreoceano. Il suo titolo è "The number of the beast", e al suo interno possiamo ascoltare dei veri e propri gioielli come "The prisoner", le già citate "Run to the hills" e "The number of the beast", e infine "Hallowed be thy name". Clive Burr, alla batteria dai tempi della prima incisione, lascia il posto a Niko McBrain, già nelle file dei Trust nonché in quelle degli Streetwalkers e dei Pat Travers.

Nel 1983 viene dato in pasto al popolo heavy-metal "Piece of mind", altra superba prova che riuscirà ad agguantare la terza posizione, contenente pezzi del calibro di "The trooper", "Flight of Icarus" e "Still life".

Stessa gloria verrà attribuita, l'anno successivo, al quinto lavoro in studio dal titolo "Powerslave", in cui compaiono, tra le altre, la splendida "Aces high" e "Two minutes to midnight". "Powerslave" dà l'avvio a un monumentale tour mondiale, probabilmente il più grande mai effettuato da un gruppo rock. Il "World slavery tour" avrà una durata di undici mesi tra il 1984 e il 1985, e con oltre 300 date toccherà la bellezza di 28 Stati. Le tappe in Polonia, Jugoslavia e Ungheria sono immortalate nel video "Behind the iron curtain", e in questi trenta minuti si può notare quanto, all'inizio del tour, il clima che si respirava dietro le quinte fosse tra i migliori nella storia del gruppo. Il "World Slavery Tour" fa tappa anche al festival di Rio de Janeiro, alla sua prima edizione. Sempre nel corso di questo tour viene espressa al massimo, all'Hammersmith Odeon di Londra e al Long Beach Arena di Los Angeles, la potenza del gruppo raggiunta sul palco e trasferita, come testimonianza, nel superbo doppio "Live after death", prodotto dal grande Martin Brich. Con questa incisione dal vivo si chiude un'epoca.

Nel 1986 esce il sesto album "Somewhere in time", la cui copertina, dove l'eterno Eddie impersona un guerriero del futuro, già annuncia un cambiamento: nuovo sound con chitarre sintetizzate. L'album, pur facendo infuriare buona parte dei più fedeli fan, riesce a ottenere un buon successo di vendite, anche grazie a canzoni epiche come "Wasted years" e "Sea of madness".

L'album successivo, "Seventh son of a seventh son", anch'esso intriso di sintetizzatori, rappresenta la vetta massima raggiunta dagli Iron Maiden a livello compositivo, tecnico e contenutistico, in quanto nel corso delle sue 10 canzoni (tra le quali "Can I play with madness", "The evil that men do" e "The clairvoyant") si sviluppa un malinconico concept.

Il gruppo, reduce dall'ennesimo tour mondiale, si concede un periodo di riposo, ma i singoli membri approfittano per dedicarsi a lavori solistici, in particolare Bruce Dickinson con "Tatooed millionaire" e Adrian Smith And Project (ASAP) con "Silver and gold". Le voci di corridoio sull'abbandono di Adrian si concretizzano durante l'anno, e così alla chitarra viene chiamato Janick Gers, membro fondatore degli White Spirit e già collaboratore di Ian Gillian.

Il gruppo si ritira in studio per registrare "No prayer for the dying", lavoro un po' sottotono, degno comunque di grandi pezzi come "Bring your daughter... to the slaughter" e "Holy smoke". Nel settembre 1990 parte un esasperante tour promozionale inglese che termina, dopo 21 concerti, il 18 ottobre all'Hammersmith Odeon. Il tour mondiale prevede 24 date in Europa e 60 tra Stati Uniti e Canada. Nel novembre dello stesso anno i fan possono lucidarsi gli occhi con un video antologico intitolato "The first ten years", comprendente in 70 minuti tutti i video promozionali del gruppo.

Al termine del tour gli Iron Maiden si chiudono in sala di registrazione per dar vita a "Fear of the dark", un ottimo lavoro che sfrutta in pieno la presenza di Janick Gers; l'album contiene pezzi storici come la title-track, "Be quick or be dead" e "Wasting love".

Nel 1993 Steve Harris si cimenta nella sua prima produzione personale; al suo fianco, come ingegnere del suono, collabora Hick McKenna. Sono due gli album che prenderanno forma, "A real live one" e "A real dead one", il primo con pezzi composti tra l'86 e il '92, e il secondo con origini che affondano nel lontano '84. Esce poi, in tiratura limitatissima, anche "Live at Donington", la registrazione di uno storico concerto del '92; la versione originale è praticamente introvabile.

A febbraio Bruce Dickinson annuncia di voler lasciare il gruppo, e la notizia lascia allibiti non solo i fan ma anche la band stessa. Il gruppo, dopo una selezione molto accurata, sceglie per sostituirlo Blaze Bailey, cantante dei Wolkfsbane. Nel 1995 esce "The X factor", album che con le sue atmosfere cupe sa comunque affascinare un attento ascoltatore e contiene pezzi bellissimi quali "The edge of darkness" e "Man on the edge".

Nel 1996 esce il primo e unico the-best-of dei Maiden: "Best of the beast", messo in commercio in vari formati (prima quattro CD "very limited edition", poi due CD e infine un unico CD), contenente alcuni pezzi rari e l'inedito "Virus".

Nel 1998 esce "Virtual XI", album sottotono sia dal punto di vista compositivo che per la produzione di Steve Harris, comprendente anch'esso pezzi destinati a diventare storici come "The clansman" e "Futureal". Dopo il classico tour mondiale girano voci di una imminente dipartita di Blaze Bayley; le voci si concretizzano il nel febbraio 1999, quando viene annunciato sia l'allontanamento di Bayley che la reunion con Bruce Dickinson e Adrian Smith.

Pochi mesi dopo arriva sul mercato "Ed hunter", videogioco degli Iron Maiden contenete anche i migliori 20 pezzi di sempre votati dai loro fan sul sito della band. L'uscita del gioco è seguita dall'ennesimo tour, breve ma acclamatissimo, prima negli States e poi in Europa.

A maggio 2000, dopo un'estenuante attesa, è la volta dell'uscita del primo full-lenght posteriore al ritorno di Bruce Dickinson: "Brave new world" si rivela un vero e proprio trionfo, un lavoro titanico tale da fare completamente dimenticare Blaze Bayley (autore comunque di un ottimo lavoro come solista, "Silicon messiah"); canzoni come "Blood brothers", "Dream of mirror" e "The thin line between love and hate" fanno capire quanto la band di Stave Harris abbia ancora molto da dire. Il tour mondiale che ha seguito tale album ha riscosso altrettanto successo, con tutto-esaurito quasi ovunque, e il successivo album live ("Rock in Rio") andato a ruba.

Vi è poi un periodo di pausa e un nuovo tour, "Give me Ed... till I'm dead", che precede il nuovo album "Dance of death" (2003). Qui la "danza della morte" sembra essere presente in tutte le canzoni. Nel 2005, per festeggiare i 25 anni dal primo album e i 30 dalla loro formazione, gli Iron rilasciano un nuovo singolo da "Run to the hills", dove ci sono dei pezzi dalla Brixton Academy del 2002 suonati per raccogliere fondi per l'ex batterista Burr, affetto da sclerosi multipla.

Nell'agosto del 2005 esce in doppia versione (CD e DVD) un live dal titolo "Death on the road", contenente diverse canzoni registrate alla Westfallenhalle Arena di Dortmund nel novembre 2003 durante il tour per "Dance of death".

Nel agosto del 2006 esce "A matter of life and death", lavoro che segue l'orma dei predecessori, con argomenti di elevato livello culturale e di spessore artistico, anche se con passaggi da molti ritenuti ripetitivi. L'album entra per la prima volta nella top-10 americana, nonostante la mancanza di passaggi radio e TV a causa della lunghezza delle canzoni (la più lunga arriva a 9 minuti e 24 secondi); il singolo estratto raggiunge la prima posizione della classifica in più di dieci nazioni.

Dopo la loro ultima tournée, i Maiden si apprestano a tornare in studio di registrazione per il loro nuovo album (il 17°), che dovrebbe chiamarsi "Machine is live and never die!" e uscire verso la fine del 2008.

 

Discografia

"Iron Maiden" (1980)
"Killers" (1981)
"Number of the beast" (1982)
"Piece of mind" (1983)
"Powerslave" (1984)
"Live after death" (1985)
"Somewhere in time" (1986)
"Seventh son of a seventh son" (1988)
"No prayer for the dying" (1990)
"Fear of the dark" (1992)
"A real live one" (1993)
"A real dead one" (1993)
"Live at Donington" (1993)
"The X-factor" (1995)
"Virus" (1996)
"Best of the beast" (1996)
"Virtual XI" (1998)
"Brave new world" (2000)
"Rock in Rio" (2002)
"Edward the Great: greatest hits" (2002)
"Dance of death" (2003)
"Death on the road" (2005)
"All star salute to Iron Maiden" (2005)
"A matter of life and death" (2006)

Top

 

Newsky Group © 2007 – CreditiNote legaliSicurezza e privacyNote tecniche
I contenuti di queste pagine possono essere utilizzati solo nel rispetto di quanto indicato nelle Note legali
Se ritieni che parte dei materiali qui pubblicati ledano il tuo diritto d'autore, contattaci e provvederemo a rimuoverli