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¯ Jennifer Lopez

Miss Mondo? Miss Galassia? Miss Universo? Quisquilie. Quale titolo, su questa Terra, è migliore di "the ass of America" (="il culo d'America")? Tanto è l'onore riconosciuto a Jennifer Lopez, performer dotata da madre natura di una carica sensuale fuori dal comune e, soprattutto, di forme invidiabili, come il soprannome suggerisce. Il suo successo musicale è soltanto (si fa per dire) la punta dell'iceberg di un lavoro e di un impegno che hanno portato la Lopez-artista a emergere con convinzione nel mondo del piccolo e del grande schermo, attraverso una vita che potrebbe essere oggetto di una favola. Da ragazza del ghetto squattrinata ed emarginata della metropoli newyorkese a una tra le artiste più pagate del jet-set mondiale, da aspirante ballerina anche un po' sovrappeso a fly-girl agitatrice di folle, Jennifer Lopez è la Cenerentola latina del XX secolo che è riuscita a sedurre ben più di un solo principe.

La bella principessina nasce in pieno Bronx (uno dei più malfamati quartieri di New York) il 24 luglio 1970 da una famiglia portoricana. Fin da bambina Jennifer calca le scene partecipando a vari musical e a 16 anni, dopo una serie di esperienze in questo campo, ottiene una parte nel film "My little girl". Ma non è che un primo, timido, passo nello star-system; dovranno trascorrere ancora alcuni anni prima che possa nuovamente apparire di fronte al grande pubblico: stiamo parlando di "In living color", un programma televisivo americano di commedie che la vede ballerina.

All'inizio degli anni '90 la multitalentata artista ritorna sugli schermi (stavolta con un ruolo fisso) all'interno della serie TV "Second chances"; ma la vera occasione per farsi apprezzare come merita arriva soltanto nel '95, quando ottiene una parte di primo piano nel film "Money train", a cui seguono "Jack" (1996, con Robin Williams, regia di Francis Ford Coppola), "Blood and wine" (1997, con Jack Nicholson) e varie altre apparizioni in pellicole meno note. Nel '97 le viene offerto un contratto da protagonista in "Selena" (film biografico sulla vita della Madonna tejana, uccisa giovanissima da una fan maniacale), quindi è la volta dell'horror "Anaconda" e del noir di Oliver Stone "U-turn", dove recita con nientemeno che Sean Penn.

Ma è l'anno successivo a rivelarsi particolarmente fortunato, quando le si presenta la possibilità di interpretare il ruolo di attrice protagonista a fianco di George Clooney. Il successo di "Out of sight" costituisce per lei il trampolino di lancio, la svolta che andava cercando, in termini sia economici (diventa l'attrice latina più pagata nel mondo della celluloide) che di immagine. Una parte principale nel serial "South central" è la classica ciliegina sulla torta, che però non sembra accontentarla ancora, considerata la decisione di lanciarsi nell'universo musicale.

Una mossa tutt'altro che sbagliata: l'album di debutto, "On the 6" (1999), a cui collaborano personaggi come Puff Daddy, Emilio Estefan e Mark Anthony, riscuote un successo enorme. A far da traino è un singolo azzeccato come "If you had my love", perfetto mix fra beat hip-hop, armonie R&B e ritmi latini, corredato di un video in cui la nostra Jennifer sfodera tutto il suo fascino, diventando così una delle performer preferite da MTV.

Un secondo singolo, "Let's get loud", conferma la fase ascendente della cantante, che tra il 1999 e il 2000 occupa ampi spazi mediatici non solo grazie ai suoi successi professionali, ma anche a causa di una sparatoria avvenuta fuori da un club di New York a fine dicembre '99, che la vede coinvolta insieme al suo compagno Puff Daddy. Anche se non viene incriminata, e al termine del processo anche Puff Daddy sarà prosciolto, per tutto l'anno successivo è impegnata a testimoniare in tribunale in quella che rimane ancora oggi una vicenda oscura e che entra di diritto a far parte della storia di "guns & ghettos" del mondo del rap americano; vicenda dalla quale riesce definitivamente a staccarsi solo nel marzo 2001. Come se non ci fossero abbastanza riflettori puntati su di lei, il suo nome fa il giro del mondo all'indomani della cerimonia dei Grammy Awards (febbraio 2000), quando sfoggia un trasparentissimo e scollatissimo jungle-dress firmato Versace (foto sopra).

Nell'estate di quell'anno, non soddisfatta del suo nuovo ruolo di dea del jet-set americano, ottiene la consacrazione definitiva come attrice all'interno di uno dei film più visti del 2000, il thriller "The cell". All'inizio del 2001 esce il suo secondo album, semplicemente intitolato "J. Lo", anticipato dal singolo "Love don't cost a thing", presentato in anteprima mondiale agli MTV Europe Music Awards 2000 di Stoccolma.

Contemporaneamente ritorna sul grande screen con la commedia romantica "The wedding planner", e poco dopo pone definitivamente la parola fine alla tormentata storia con il suo Sean "Puff Daddy" Combs. Confermando le indiscrezioni non perde tempo a ufficializzare il suo fidanzamento con il ballerino Chris Judd (conosciuto sul set del video di "Love don't cost a thing"); i due convolano a nozze nell'ottobre 2001, scegliendo il romantico Lago di Como e la lussuosa residenza dell'amica Donatella Versace come meta per la luna di miele. L'idillio dura poco, però: i due annunciano il divorzio a neppure un anno di distanza dal grande giorno, più o meno in contemporanea con la pubblicazione di "J. to tha L-O!", l'album di remix dei già fortunati brani presenti in "J. Lo".

Non venendo meno alla sua fama di grande seduttrice, la bella Jennifer non ci mette molto a trovare un nuovo compagno, e questa volta decide di indirizzare le sue mire alla ben più fornita Hollywood. La vittima di turno è Ben Affleck (già fiancé dell'eterea ninfa Gwyneth Paltrow e vincitore del premio Oscar per "Genio ribelle" insieme all'amico Matt Damon); in questo caso, galeotto è stato il film "Gigli", di cui sono coprotagonisti. Ma Puff Daddy è sempre in agguato. Dopo alcuni mesi di felice convivenza e scaramucce di poco conto, i problemi veri arrivano con l'annuncio del matrimonio, previsto per metà settembre 2003. Tutto è pronto, gli invitati sono già sulla porta quando, a pochissime ore dal fatidico si, qualcosa s'incrina e il matrimonio viene annullato in fretta e furia. Cosa diavolo è successo? Tutta l'America e buona parte d'Europa se lo chiedono, ma la situazione è davvero confusa; tra dichiarazioni improvvise, accuse, smentite ufficiali e tradimenti presunti, le voci più disparate si rincorrono: la colpa è della mamma di Ben, della stampa, della medium di J. Lo; Ben ha un'altra donna, Jennifer è tornata con P. Diddy, no si sono sposati di nascosto, e via di questo passo. La vicenda viene seguita passo passo dai media di tutto il mondo, trasformando la love-story in una vera e propria telenovela mediatica (i Bennifer, li avrebbero poi soprannominati). Ci si mettono anche i dissacranti autori del cartoon "South Park", che ricamano ad hoc una puntata, destinata a diventare cult, dai contenuti forti quanto demenziali (Ben Affleck si innamora e finisce a letto con una falsa Jennifer Lopez che è in realtà un pupazzetto con le sue fattezze). Quando tutto sembra andato in malora, ecco il contro-colpo di scena: Ben e Jennifer si riconciliano e annunciano che si sposeranno molto presto...

In effetti il matrimonio avverrà nel giugno 2004, ma l'interprete maschile della soap-opera targata J.Lo cambia a sorpresa: non più Ben Affleck ma Marc Anthony, cantante e produttore di una certa fama, soprattutto tra il pubblico ispanico. La Lopez resta al centro dello spotlight e delle chiacchiere, non sempre piacevoli, come ad esempio ex-mariti che le fanno causa e giornali che la accusano di ogni cosa: da operazioni di chirurgia plastica al suo leggendario sedere, alla perdita totale della misura per aver ingaggiato un'allacciatrice di scarpe personale, ad amorazzi di vario genere. Ma anche la nostra Jennifer è un essere umano e crolla, rasentando l'esaurimento nervoso; riesce a uscirne grazie a una sana vita di coppia con Anthony (col quale duetta ai Grammy Awards del 2005) e lavorando al suo nuovo disco, che non a caso si intitola "Rebirth".

L'album, che esce a febbraio 2005, è preceduto dal singolo "Get right", un dance-soul energetico; ma si tratta solo di uno dei numerosi ed eclettici impegni artistici e commerciali di Jennifer Lopez, che nel frattempo lavora a tre film, lancia il suo nuovo profumo (Miami Glow by J.Lo) e debutta nel mondo dell'alta moda con una linea di abbigliamento (Sweetface) in cui coniuga lo stile urban a quello esotico; e, per chiudere in bellezza, si compra una casa da 10 milioni di dollari arredata dal prestigioso architetto Philippe Starck...

 

Discografia

"On the 6" (1999)
"J.Lo" (2001)
"This is me... then" (2002)
"Let's get loud" (2003)
"Rebirth" (2005)
"Como ama una mujer" (2006)

 

Tratto da MTV Italia

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