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¯ Ozzy Osbourne
Nel 1980, un anno dopo aver lasciato i Black Sabbath, il carismatico Ozzy Osbourne cerca musicisti che lo accompagnino nella sua nuova attività solistica. In patria ingaggia il bassista Bob Daisley, il tastierista Don Avery (entrambi ex dei Rainbow) e il batterista Lele Kerslake (ex degli Urrah Heep), e torna dall'America con uno dei migliori talenti esecutivi degli anni '80: il chitarrista Randy Rhoads (ex dei Quiet Riot). Nello stesso anno esce il primo disco "Blizzard of Ozz" che diventa, grazie all'innovativo sound di Rhoads, un termine di paragone in cui si trovano dei magici solchi ("Mr Crowley", "Crazy train", "I don't know", "Goodbye to romance", ecc.) che hanno il segreto dell'inossidabilità, risultando eccellenti canzoni anche a molti anni di distanza. Nel 1981 esce il successivo lavoro di Ozzy: "Diary of a madman". Il lavoro risulta efficace con un suono più metallico del precedente album, e mostra sempre più coesione tra il "madman" e il gruppo di musicisti. Durante il tour di "Diary of a madman" entrano nel gruppo, su suggerimento di Randy Rhoads, al posto di Bob Daisley al basso Rudy Sarzo (ex dei Quiet Riot) e Tommy Aldridge alle pelli. Ma una grave tragedia mina il lavoro e il cuore di Osbourne: la morte in un incidente aereo a 26 anni di Randy, che priva l'intero panorama rock di un protagonista d'eccezione. Nel 1982 esce un disco con un concerto al Ritz Club di New York: "Speak to the Devil", in cui vengono suonate solo cover dei Sabbath nel quale Ozzy dimostra di essersi ripreso. Sostituisce Randy alla chitarra con Brad Gills, solo per questo concerto e per il relativo tour. Osbourne ingaggia per il successivo lavoro un giovane chitarrista ancora in erba, Jack E. Lee, e fa tornare dopo tre anni il bassista Bob Daisley; vengono invece confermati Avery e Aldrige; quest'ultimo verrà però sostituito durante il tour dal noto Vinnie Aappice (ex dei Dio). Il nuovo album, "Bark at the Moon", è un successo strepitoso, grazie soprattutto alla title-track e a "So tired", che spiccano tra otto brani mediamente più che buoni. Ottima la prova di Lee e del resto del gruppo guidato dal tastierista Avery e da Bob Daisley. Da segnalare che successivamente Aldrige Sarzo e Don Avery si rincontreranno negli Whitesnake di David Coverdale per l'incisione di "Slip of tounge" (1989). Nel 1986 esce la punta di diamante più amata dai fan: "The ultimate sin", una successione di brani di puro hard-rock in cui la voce di Ozzy catalizza l'ascolto e l'ormai maturo Jack E. Lee traccia dei magici riff, e come il suo predecessore compone tutta la musica. Questo bellissimo album è anche opera del giovane batterista Randy Castillo, ma non bisogna togliere merito al nuovo bassista Phil Soussan, autore il primo hit-single di Ozzy: "Shot in the dark". Da segnalare alle tastiere l'entrata di Mike Moran.
Il successo porta Jack E. Lee a tentare una carriera solistica, che però non sarà molto fortunata. Inoltre Ozzy allontana il bassista Soussan, in quanto il basso durante i concerti risulta sovrastato dalla chitarra di Lee e dalle tastiere di Moran. Quindi ritorna per la seconda volta Bob Daisley. Intanto però Ozzy non dimentica il suo primo chitarrista Rhoads, senza il quale non si sarebbe così velocemente affermato, e decide di tributargli a quattro anni dalla morte un album live, intitolato appunto "Tribute". Questo è il disco live più bello mai fatto da Ozzy, in cui il protagonista non è il famoso cantante ma lo scomparso e compianto chitarrista che poteva aprire nuove frontiere alla chitarra elettrica. Osbourne decide di cambiare il suo sound considerato dai critici troppo ripetitivo. Trova come nuova spalla l'estroverso Zakk Wylde, un chitarrista molto diverso dai precedenti, che predilige la potenza alla tecnica e suona con la chitarra un semitono più bassa e con gli amplificatori valvolari distorti al massimo. Esce così nel 1988 "No rest of the wicked", un album di transizione in cui un'inesorabile raffica satanica di brani confezionati con maestria fanno chiudere prepotentemente il decennio di Ozzy. Osbourne passa i successivi tre anni in completa solitudine con la moglie e abile manager Sharon Arden, e per sopravvivere escono un album live "Just say Ozzy" e una non-ufficiale raccolta "Ten commandments". Nel 1991 esce "No more tears"; in quest'album curato nella produzione dal nuovo bassista Michael Inez (grande conoscitore di vari generi musicali ed ex bassista degli Alice In Chain) e dal precedente Bob Daisley, che partecipa solo in qualche canzone perché chiamato a essere il nuovo bassista dei Black Sabbath. Inoltre entra ufficialmente alle tastiere John Sinclaier, già presente come session-man in "No rest of the wicked"). Finalmente Wylde in questo lavoro si esprime al meglio, mostrando tutta la sua potenza. È un trionfo: ogni passo e hit di Ozzy è accolto con delirio dai fan. Osbourne si butta in una serie ininterrotta di concerti che hanno un successo strepitoso. Famoso il concerto in cui si dice che abbia mangiato un pipistrello. Vedendo il grande successo live decide di incidere nel 1993 un album dal vivo: "Live & loud". Questo è un disco antologico, in cui il super-gruppo di Ozzy mostra tutta la sua potenza scenica, e a sentirlo a 10 anni di distanza fa capire quanto fossero fuori dal normale gli show di questo ultra-40enne quando era in forma. Da segnalare l'entrata del tour-man Kevin Jones alle tastiere, su suggerimento di Castillo, che sostituisce Sinclair.
Il killer di Birmingham sembra dosare le sue energie negli anni '90, infatti oltre al già citato album del 1991 ne esce soltanto un altro nel 1995. Si tratta di "Ozzmosis", che consola in parte chi lo vorrebbe sempre in prima fila; da sottolineare il grande uso di tastiere, di viole e di violoncelli. Quest'album viene considerato il peggiore di tutta la carriera di Ozzy, perché troppo votato al pop. In questo album suonano, oltre al fedelissimo Wylde e al bassista Butler, il potente batterista Den Castronovo (che suonerà anche con Vasco Rossi) e i due tastieristi Rick Wakeman e Michael Beinhorn, anche produttore (fra gli altri di due album dei Red Hot Chili Peppers). Dopo "Ozzmosis" non ci sono, come già detto, altri lavori di Ozzy, ma le voci di una renunion con i Black Sabbath risulta veritiera; infatti nel 1998 esce Reunion, lavoro mediocre dello storico gruppo in cui si nota una profonda carenza di idee che in gioventù non mancavano. Intanto esce anche un the-best-of di Ozzy in due CD, intitolato "The Ozzman cometh – The best of". Il demoniaco Osbourne, con il passare degli anni, grazie alla qualità dei suoi album e alle abili scelte promozionali della moglie Sharon diventa il personaggio più amato dai fanatici del metal, in grado di mettere d'accordo puristi ed estremisti, nostalgici e innovatori, rimandando sempre un granitico protagonista del devil-sound. Comunque si dice che entro due anni, anche se ha superato la cinquantina, Ozzy preparerà un nuovo album con il fedelissimo Wylde e altri musicisti non ancora confermati. La voce risulta veritiera, e nel novembre del 2001 esce l'ultima fatica del "madman", in studio dopo quasi sei anni passati con i Sabbath, organizzando la "Ozzfest" o partecipando a lavori più disparati. Questo disco si intitola "Down to Earth", un'evoluzione del precedente lavoro, anche se di qualità migliore perché con meno fronzoli e attento alle mode del momento, capace di accontentare quasi tutti. Alla chitarra troviamo il fedele Wylde, mentre al basso c'è Robert Trujllo (ex dei Suicidial Tendences) e alla batteria Mike Bordin (ex dei Faith No More). Inoltre, a differenza dei precedenti lavori, a parte Ozzy gli altri musicisti non collaborano nelle scrittura e produzione dei brani, tranne Trujllo in qualche canzone; tutto è sotto la tutela di Tim Palmer, produttore e musicista aggiunto in qualche canzone di questo album. Quest'opera riceve molte critiche, e viene considerata soltanto una mera operazione commerciale; forse però sarebbe da considerarsi l'unico possibile risultato da parte di un artista valido, che però non ha orma più voglia di buttarsi completamente in novità e cambiamenti repentini di stile (il chitarrista è sempre lo stesso da quattro album) bensì vuole soltanto dimostrare che anche se gli anni passano riesce sempre a comporre del sano rock da quel sound che ormai lo contraddistingue, e con qualche novità.
Verso la fine del 2002 inizia su MTV la serie intitolata "The Osbournes", un esperimento tra fiction e reality-show, in cui recita l'intera famiglia di Ozzy. Con questa iniziativa del clan si può capire quanto sia stato intelligente questo rocker a sfruttare la sua immagine, facendo parlare, nel bene e nel male indifferentemente, di sè. Nel 2003 Ozzy pubblica ancora un doppio CD con tutti i suoi successi, "The essential Ozzy Osbourne", orientato principalmente al pubblico che lo ha conosciuto attraverso la TV ma non ancora attraverso la sua musica. Nel 2005 esce il cofanetto "Prince of Darkness", con moltissime rarità in quattro CD più un book fotografico. Sempre del 2005 è "Under cover", il primo disco di sole cover eseguite da Ozzy, in cui fra le altre si possono ascoltare "Sympathy for the devil" dei Rolling Stones e altri pezzi di successo nel passato. Dopo un breve periodo in cui diceva di cercare un nuovo chitarrista solista, Ozzy richiama a sé l'amico Zakk Wylde, dedicatosi ormai a tempo pieno ai suoi Black Label Society, per la stesura di un nuovo album che dovrebbe uscire prossimamente.
Discografia
Scritto da Ermes |
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