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¯ Phil Collins

Nato il 31 gennaio 1951 a Chiswick, Inghilterra, cantante fra i più famosi e amati nel mondo, Philip David Charles Collins è anche un batterista eccezionale ed estremamente versatile, capace di spaziare sia nel campo del rock e della musica leggera sia in quello più sofisticato del jazz.

Il suo primo approccio allo strumento risale alla più tenera età, ossia quando Phil aveva solo 5 anni. Naturalmente, si trattava solo di una batteria giocattolo regalatagli dagli zii, ma già sufficiente a permettergli di esprimere il suo talento. Tra le esperienze artistiche che fece da bambino, si contano apparizioni nel ruolo dell'"abile debitore" nella produzione londinese "Oliver!" del 1964 e in "A hard day's night", oltre che in altri film minori. Dunque, anche grazie ai genitori, la sua sintonia e familiarità con il mondo dello spettacolo cominciano molto presto.

Ad ogni modo, il piccolo Phil sente che la sua strada è rappresentata unicamente dalla musica. Appassionatosi al suono e all'energia che la batteria sa trasmettere, all'età di 12 anni fonda un classico complessino locale, dedito a riprodurre gli standard delle rock-star più arrivate. In seguito farà esperienze anche con altri gruppi, fino a che, dopo qualche anno di gavetta, registra il suo primo album con i Flaming Youth, una band oggi dimenticata ma che all'epoca fece molto parlare di sè.

Ormai introdotto nell'ambiente, ottiene l'audizione che gli cambierà la vita, quella con Peter Gabriel e Mike Rutherford, fondatori dei Genesis, uno strano gruppo intenzionato a fare dell'"art-rock", ossia un tipo di rock particolarmente sofisticato e complesso (un genere in seguito chiamato anche "progressive-rock"). Ottenuto il posto da batterista nei Genesis, Collins comincia a scatenare la sua vèrve inventiva e tecnica elaborando la sezione ritmica in modo virtuosistico, inserendo combinazioni dispari in molti brani; comunque, Collins mantenne sempre una carriera jazz separata con i Band X. Malgrado lo stile per nulla commerciale, il gruppo raggiunge un moderato successo in Gran Bretagna e negli USA, fino a quando nel 1974 Gabriel lascia il gruppo improvvisamente. Purtroppo, l'istrionismo di Peter Gabriel, il suo talento teatrale (era solito mascherarsi in modo bizzarro sul palco, conferendo alle sue esibizioni un'aura di teatralità decadente), e la sua forte personalità erano difficilmente sostituibili, tant'è vero che ancora oggi si ricorda il periodo Gabriel dei Genesi con nostalgia; il suo stile ha lasciato indubbiamente un'impronta unica nella storia del rock.

I Genesis tengono dunque circa 400 audizioni per cercare un degno successore, senza però trovarne uno all'altezza. Decidono quindi di dare a Phil Collins una possibilità anche come cantante. A questo punto, rimasti in tre, si verifica un "eccesso di attenzione" sull'espressività della voce di Collins, e il risultato è una graduale semplificazione delle sonorità dei Genesis, cosa che però li porta al disco d'oro nel 1978 con "The duke".

Ma Collins cova dentro di sè anche il desiderio di progetti solistici; ecco dunque che negli anni '80 comincia la sua carriera da solista, riscuotendo in questa nuova veste un successo davvero lusinghiero. Il suo stile è semplice, diretto, commerciale, ma non volgare o inutilmente provocatorio. Certo, siamo lontani dalle elaborate suite dei Genesis, ma il batterista e cantante ha il buon senso di non cadere mai nel cattivo gusto.

Il 1984 è l'anno delle colonne sonore: compone "A groovy kind of love" per "Buster" e "Against all odds (Take a look on me now)" per il film omonimo, nel quale figura anche come attore. Inoltre produce "Chinese wall" di Philip Bailey, con il quale duetta in "Easy lover". Il 1985 vede invece l'uscita di "No jacket required", terzo lavoro solista. Phil è inoltre protagonista del megaconcerto "Live aid", organizzato dal musicista dei Boomtown Rats e attore Bob Geldolf: canta a Londra nel primo pomeriggio per poi volare a Philadelphia ed esibirsi la sera stessa insieme a Eric Clapton, Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones, ovvero i Led Zeppelin riuniti alla grande per l'occasione.

Nel 1986 pubblica, con i redivivi Genesis, "Invisible touch": il gruppo ormai, almeno agli occhi dei vecchi fan, è lo spettro di se stesso, a causa della tanto contestata svolta commerciale. Ad ogni modo le loro pubblicazioni non si fermano, come quella del '92, "We can't dance" (un titolo che la dice lunga sulla loro nuova concezione musicale), e intraprendono anche lunghi tour. Alla conclusione di uno di questi, Collins pubblica "Both sides", il suo primo album a non ottenere neanche un disco di platino (e dunque neanche una hit di successo).

Nel 1995 Phil Collins decide di lasciare definitivamente i Genesis. L'anno seguente, pubblica "Dance into the light"; nonostante l'album si riveli in un clamoroso flop, il tour che lo segue riscuote un enorme successo. A questo punto è tempo di bilanci e rievocazioni, ecco dunque il classico "Best of", pubblicato nel 1998.

Phil Collins ha suonato con molti artisti importanti come Robert Plant, Eric Clapton, Gary Brooker, Frida, Chaka Khan, John Martyn, Philip Bailey, Tears For Fears, Howard Jones, Quincy Jones e molti altri. Bisogna inoltre attribuire a Collins alcune tecniche di ripresa della batteria e sopratutto la tecnica dell'uso del "gated reverb", sperimentata assieme a Gabriel nella registrazione dei suoi primi tre album. L'artista ha inoltre composto anche la colonna sonora del film della Disney "Tarzan", con il quale ha vinto l'Academy Award, rilanciandolo nel mondo del cinema e delle colonne sonore.

 

Discografia

"Face value" (1981)
"Hello, I must be going" (1982)
"No jacket required" (1985)
"12 inchers" (1987)
"But seriously" (1989)
"Serious hits live!" (1990)
"Both sides" (1993)
"Dance into the light" (1996)
"Hits" (1998)
"One night in Paris" (1999)
"Tarzan soundtrack" (1999)
"Testify" (2002)
"Brother bear soundtrack" (2003)
"Love songs: a compilation old and new" (2004)

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