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¯ Rainbow
Quella dei Rainbow è una delle più tormentate ma anche delle più interessanti storie nel panorama rock. In tutta la vicenda di questa band c'è una sola costante: quella del suo fondatore, l'egocentrico chitarrista Ritchie "the man in black" Blackmore; nel corso degli anni infatti si sono alternati nell'Arcobaleno ben diciassette altri musicisti: tre cantanti, quattro batteristi, cinque tastieristi e cinque bassisti. La storia dei Rainbow comincia nel 1975, quando il chitarrista Ritchie Blackmore annuncia al mondo musicale che avrebbe lasciato, alla fine del tour di "Stormbringer", i Deep Purple, la band con cui aveva suonato fin dagli inizi e che grazie a lui era diventata famosa. La causa di questa rottura era la divergenza di opinioni tra il turbolento chitarrista e il cantante David Coverdale, che voleva dare una impronta blues al gruppo. Anzi, in verità la storia del gruppo inizia mentre Blackmore è ancora nei Deep Purple: il chitarrista, ricevuto il rifiuto dal resto del gruppo di incidere la cover di una delle sue canzoni preferite ("Black sheep of the family" dei Quatermass), decide di inciderla con un'altra band come side-project in Germania, durante una pausa nel tour europeo di "Stormbringer". Allora ingaggia la formazione americana degli ELF, facendone licenziare il chitarrista. Questa è la prima formazione dei Rainbow: oltre a Blackmore ci sono alla batteria Gary Driscoll, al basso Craig Gruber, alla tastiera Mickey Lee Soule e alla voce la futura stella del rock mondiale, Ronnie James Dio. Blackmore, contento dell'incisione, cambia idea, e invece di far pubblicare soltanto la suddetta canzone si ferma per due mesi a incidere un intero album, maturando così l'idea di lasciare i Deep Purple. Il suddetto album si intitola "Ritchie Blackmore's Rainbow", ed è la prima prova di hard-rock unito a musiche epico-medievali, tutte racchiuse in un'atmosfera lirica grazie alla grande estensione vocale di Ronnie James Dio; il disco esce tramite l'etichetta Polidor, e si rivela un grande successo. Blackmore, notando il grande feeling che pian piano si va a creare con Dio, lascia effettivamente i Deep Purple nel maggio 1975; così inizia ufficialmente la storia dei Rainbow. Blackmore, intuendo di aver bisogno di una vera band e non di un estemporaneo gruppo di musicisti, licenzia tutti i componenti del gruppo tranne Ronny James, del quale ha intravisto le grandi potenzialità. Sceglie come batterista il grande Cozy Powell, ex dei Jeff Beck Group, come bassista l'ex degli Harlot Jimmy Bain, e come tastierista Tony Carey. Con questa formazione viene inciso il capolavoro dei Rainbow, in cui le future stelle del rock (Carey, Bain, ma soprattutto Powell e Dio), devono sottostare alla ferrea legge imposta da Blackmore.
La band si butta in una serie ininterrotta di concerti, successivamente ripresi nel primo album live del gruppo datato 1977: "On stage". Si tratta di uno dei più grandi album live della storia, insieme a "Made in Japan" dei Deep Purple e a "Live... in the heart of the city" degli Whitesnake. La sua grandezza si comprende fin dall'intro, in cui viene recitato un brano del "Mago di Oz": "Toto... I have feeling we're not in Kansas anymore... we must be over the Rainbow..." (="Toto... credo che non siamo più in Kansas... dobbiamo essere sopra l'Arcobaleno..."); comincia così questo grande live in cui tutti i pezzi vengono stravolti grazie a interminabili assoli, che servono per ricreare un'atmosfera magica ben diversa dalle interminabili ma pur strabilianti fughe strumentali dei Deep Purple. I grandi protagonisti di questo disco dal vivo sono la chitarra del menestrello Blackmore, la voce di Ronnie James Dio e la batteria di Cozy Powell (uno dei primi batteristi a usare la doppia cassa). Ecco che avviene il primo cambio di formazione: infatti il primo dei comprimari, Jimmy Bain, lascia, e al suo posto viene assoldato temporaneamente, fino al termine del tour, Mark Clark. Nel 1978 i Rainbow iniziano a preparare il nuovo album, ma ci troviamo di fronte a un nuovo cambio di formazione: lasciano sia Tony Carey sia Mark Clark, sostituiti rispettivamente da David Stone e Bob Daisley (quest'ultimo arriva a incisioni quasi ultimate, e il basso è suonato per quasi tutto il disco dallo stesso Blackmore). È questo il gruppo che dà alla luce "Long life rock'n'roll", ultimo album con in formazione Ronnie James Dio, che lascerà il gruppo per unirsi ai Black Sabbath orfani di Ozzy Osbourne. Anche questo si rivela un grande album, pur se inferiore a "Rising". Con l'abbandono di Dio Blackmore decide di dare una svolta al gruppo, passando da quel suono epico tipico dei Rainbow a uno più moderno; vengono così ingaggiati Don Airey alle tastiere (ex dei Colosseum II), il "matto" Graham Bonnet alla voce e il vecchio amico dei Deep Purple Roger Glover al basso e alla produzione, a scapito del sempre presente Martin Birch (produttore dei Deep Purple e degli Whitesnake). Con questa nuova formazione, tecnicamente la più valida di tutte, viene dato alla luce l'album "Down to Earth", in cui si mostre un rock più moderno, pomposo ma viscerale (come in "Since you been gone"), seppur con ancora qualche reminescenza medievale. Il nuovo trasgressivo cantante non delude né suoi nuovi pezzi né sui vecchi, grazie alla voce alta ma anche molto blues. Comincia così l'era "commerciale" dei Rainbow.
Il primo disco dell'era Turner si intitola "Difficult to cure" ed è datato 1981. Bisogna dire essere un disco discreto, in cui si può ascoltare la hit più famosa dei Rainbow: "I surrender". Per quanto riguarda la produzione, purtroppo Glover smussa i magnifici riff di Blackmore, penalizzando un disco che poteva essere assai migliore. Turner si dimostra un cantante adatto al nuovo corso, ma proprio per la sua differenza con i predecessori è impossibile un qualsiasi paragone con Dio e Bonnet. Don Airey (in fuga verso Ozzy Osbourne) viene sostituito dal bravo David Rosenthal. "Straight between the eyes" è datato 1982; la produzione (sempre opera di Roger Glover) è migliore, ma è la fase di song-writing a subire una leggera flessione. Nel 1983 esce "Bent out of shape", epitaffio finale dell'era Turner: finalmente un disco buono sia nei testi che nella produzione. Al posto di Rondinelli troviamo Chuck Burgi. Un ottimo disco di AOR, utile anche come rilancio per Blackmore, il quale medita di riformare i Deep Purple. Infatti dopo un ultimo tour in Giappone Blackmore scioglie il gruppo e riapre i contatti con i vecchi compagni dei Deep Purple. Il chitarrista, dopo aver riunito i vecchi compagni (Gillan compreso), incide il grande ritorno dei Deep Purple, "Perfect stranger" (1984): un grande album a cui succederanno altri grandi dischi. Da segnalare l'uscita di due the-best-of e due dischi dal vivo, "Final wynil" e "Live in Germany", del 1976. Quello del live in Germania è il periodo d'oro del gruppo. Parrebbe che la storia dei Rainbow sia finita, invece, nel 1993, Blackmore, a causa di insanabili contrasti con Gillan, lascia nuovamente i Deep Purple e rifonda i Rainbow; ma sarà solo un'avventura estemporanea. La formazione comprende la scolastica batteria di John O'Reilly, il basso di Greg Smith, le tastiere di Paul Morris e la voce di Doogie White.
La nuova avventura si intitola "Blackmore's night", e ci fa conoscere un Blackmore non più chitarrista rock, ma piuttosto menestrello di altri tempi, narratore di avventure cavalleresche dal sapore medievale. Anche se ora non fa più rock, Ritchie "the man in black" Blackmore rimarrà sempre uno dei più geniale chitarristi (secondo forse al solo Jimi Hendrix), capace nota dopo nota di rendere indimenticabile, grazie al suo talento, una canzone e un intero album.
Discografia"Ritchie Blackmore's Rainbow" (1976)
Scritto da Ermes |
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