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§ Bertolt Brecht

Di Bertolt Brecht:
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Brecht è considerato il principale drammaturgo tedesco del Novecento. Nasce a Augusburg (Baviera) nel 1898, figlio dell'amministratore delegato di un'impresa industriale; il suo nome completo è Eugen Berthold Firedrich Brecht.

Comincia a scrivere pubblicamente durante la prima guerra mondiale; cronista teatrale, diventa amico del comico K. Valentin. Il suo modo di fare teatro è fortemente influenzato dall'espressionismo, ma presto aderisce allo schieramento marxista e sviluppa la teoria del "teatro epico", secondo cui lo spettatore non deve immedesimarvisi, bensì è invitato a tenere una distanza critica per riflettere su quello che appare in scena: canzoni, elementi parodistici e una sceneggiatura molto ben studiata devono creare un effetto di straniamento, un distacco critico; lo spettatore deve imparare qualcosa. Il suo teatro offre una grande varietà di storie e casi umani, oppure rivisitazioni di drammi storici che sanno incantare il pubblico per la loro arguzia, modernità e impostazione scenica.

Gli esordi letterari di Brecht sono segnati dal dramma "Baal" (1918). Trasferitosi a Monaco (1920) e poi a Berlino (1924), lavora per il teatro collaborando con i registi M. Reinhardt ed Erwin Piscator, i musicisti Kurt Weill, Hans Eisler e P. Hindemith, gli scrittori A. Bronnen e L. Feuchtwanger, e con il disegnatore G. Grosz. Nel 1926 sposa l'attrice Helene Weigel. Si avvicina al marxismo influenzato da Sternberg, Benjamin e soprattutto Korsch.

Il giorno dopo l'incendio del Reichstag (il parlamento tedesco) lascia la Germania. Dopo brevi soste in Svizzera e Francia si stabilisce a Svendborg (isola di Langeland, Danimarca) insieme alla moglie e alle collaboratrici Margarethe Steffin e Ruth Berlau. Nel 1935 compie viaggi a Mosca, New York e Parigi; nel 1939-'40 è in Svezia. Quando i nazisti invadono la Danimarca ripara in Finlandia, e nel maggio 1941, poco prima dell'arrivo delle truppe naziste anche in quel Paese, scappa a Mosca, da dove, via Vladivostok, raggiunge fortunosamente gli Stati Uniti, Paese in cui rimane per sei anni, quasi isolato. Qui vive progettando film per Hollywood: collabora con il poeta W.H. Auden e il regista Fritz Lang; nel 1947, prodotto dal regista J. Losey, con C. Laughton come attore protagonista, va in scena a Hollywood senza molto successo "Vita di Galileo". Successivamente inquisito per attività antiamericane, torna in Europa nel 1948.

In Germania, nel 1949, fonda a Berlino Est un proprio teatro, il Berliner Ensemble, portandolo a una delle più affermate compagnie teatrali, dove cerca di realizzare le sue idee. Nonostante le sue convinzioni marxiste, è spesso in contrasto con le autorità della Germania dell'Est.

Brecht è autore di numerose poesie, tra le più toccanti della lirica tedesca novecentesca. La sua scrittura poetica è diretta, con il tono della semplice annotazione immediata, della confessione di un intellettuale in un età di atroci crudeltà; vuole essere utile, non trasporta in nessun mondo fantastico o enigmatico; eppure ha un fascino e una bellezza a cui è difficile sottrarsi. Le sue poesie non hanno la rima; hanno comunque un ritmo molto ben studiato. Muore nel 1956 a Berlino.

 

Citazioni

Di tutte le cose sicure, la più certa è il dubbio.

Quando ci si trova davanti un ostacolo, la linea più breve tra due punti può essere una linea curva.

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente.

Esitare va benissimo, se poi fai quello che devi fare.

Intelligenza non è non commettere errori, ma scoprire subito il modo di trarne profitto.

Se hai un debito di diecimila dollari è affar tuo, ma se è di un milione è un problema delle banche.

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