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§ Novalis

Di Novalis:
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Novalis è lo pseudonimo di Georg Philipp Friedrich von Hardenberg, nato il 2 maggio del 1772 a Oberwiederstedt, in Sassonia (Germania), dove la famiglia ha un castello tramandato da generazioni. È il secondo di undici figli; l'educazione impartita in casa Hardenberg è severamente pietista.

Nel 1781, a nove anni, dopo una grave malattia s'incomincia a sviluppare in Friedrich una vivace e originale attività intellettuale. Nel 1783 soggiorna dallo zio, fratello del padre, di formazione teutonica e quindi mentalità molto più aperta. Nel 1785 la famiglia si trasferisce a Weissenfels, vicino a Lipsia, e Friedrich frequenta il liceo di Eisleben; terminati gli studi s'iscrive all'Università di Jena, dove conosce Carl Reinhold che lo introduce a Kant, e dove soprattutto può seguire le lezioni di storia del docente Friedrich Schiller: studi di giurisprudenza, matematica e filosofia, che decide di proseguire a Lipsia dove conosce Fredrich Schlegel. In questo periodo scrive delle poesie, ispirato da delle ragazze e dei libelli indirizzati ai sovrani del momento.

Nel 1793 vorrebbe intraprendere la carriera militare, ma la famiglia non può sostenere le spese per l'Accademia, e così dopo essersi immatricolato all'Università di Wittemberg nel '94 si trasferisce a Tennstedt, dove nel novembre assume l'incarico di attuario alle dipendenze dell'amministratore distrettuale, August Just. Durante un viaggio di lavoro a Gruningen incontra la famiglia Rockentien e s'innamora della figliastra, la dodicenne Sophie Van Kuhn; come dirà lui stesso, "furono quindici minuti che cambiarono la mia vita"; nel marzo 1795 si fidanza con la ragazza. A Jena conosce il grande Johann Fichte e Holderlin in un ricevimento a casa del professor Niethammer; Hoderlin non lo rivedrà più, mentre diventa allievo di Fichte, e nel settembre incomincia gli studi sulla dottrina della scienza di Johann. Nel 1796 segue un breve corso di chimica a Langensalza, tenuto da Christian Wiegleb, ma Sophie in estate si ammala e viene sottoposta a tre interventi chirurgici. Sophie muore il 17 marzo 1797, in sua assenza. Un mese dopo muore il fratello Erasmus, e dal 18 aprile incomincia quel diario che si protrae fino al 6 luglio. Da una visita sulla tomba di Sophie nasce una composizione, che ritroviamo nella terza parte degli "Inni alla notte".

Si rifugia nello studio: poesia, fisica, politica, e decide d'iscriversi all'Accademia mineraria di Freiberg. Inizia lo studio sull'opera di critica dell'arte dell'olandese Hemsterhuis, ed incontra per la prima volta Caroline e August Schlegel insieme a Wilhem Schelling. Nel 1798 a Freiberg entra in contatto con Abraham Werner (mineralogo), e intensifica gli studi sulle scienze naturali. Conosce Julia Von Charpentier, figlia del consigliere dell'Amministrazione mineraria. Invia ad August il manoscritto delle annotazioni varie con il titolo "Bluthenstaub" (= "Pollini"), pubblicato nello stesso anno sul primo numero dell'Athenaum con lo pseudonimo di Novalis (designazione latina di un possesso della famiglia). Segue la raccolta di brevi poesie ed epigrammi "Blumen" (= "Fiori") e la raccolta di riflessioni politico-filosofiche "Glauben und Liebe" (= "Fede e amore"). Insieme ad August parte per Jena per incontrarsi con Goethe e Schiller e nel corso dell'anno con August e Schelling visita spesso la Galleria d'Arte di Dresda, rimanendo entusiasta di alcune opere. A luglio si trasferisce a Teplitz per una cura, e immerso nel paesaggio e nella tranquillità della zona trova l'ispirazione per centocinque frammenti sull'universo femminile, sulla religione cattolica e sulla vita quotidiana. Tornato a Freiberg in agosto incomincia a comporre gli "Studi sulle scienze naturali" e il "Brogliaccio generale", nella prospettiva di realizzare un'enciclopedia di scienze naturali, matematiche, fisiche, filosofiche. Inizia la stesura del romanzo "Die lehrlinge zu Sais" (= "I discepoli di Sais"). Nessuno di questi studi verranno pubblicati mentre Friedrich è in vita.

Nel 1799 svolge l'incarico in pianta stabile nell'amministrazione delle miniere della Sassonia. A Jena conosce Ludwig Tieck, che diverrà suo profondo amico, curatore e divulgatore delle sue opere dopo la sua morte. In questo periodo compone i primi "Canti spirituali", il saggio "La cristianità o l'Europa", presentando queste opere a Tieck, ai fratelli Schlegel, a Schelling, a William Ritter, in un convegno non programmato, a Jena. Alla fine dell'anno incomincia il romanzo "Heinrich von Ofterdingen", e viene nominato assessore alle saline come ricompensa al suo zelo e all'impegno dimostrato. Nel 1800 conclude la redazione degli "Inni alla notte" e li invia a Fredrich Schlegel, che li revisiona e li pubblica ad agosto nell'ultimo numero dell'"Athenaum". Prosegue il lavoro sull'"Enrich" e studia Jakob Bohme (1575-1624), continuando gli studi su geologia, medicina, religione e poesia. In autunno la tubercolosi peggiora. A dicembre chiede di farsi trasferire nella zona in cui è nato, in Sassonia.

All'età di 29 anni Friedrich è a Dresda, assistito da suo fratello Karl e da Julie. Riceve la visita del padre che lo convince a tornare a casa, a Weissenfels. Continua a progettare la stesura di poemi e canti meravigliosi e sublimi; poi all'improvviso il 25 marzo chiude gli occhi, mentre è in compagnia del fratello Karl e di Friedrich Schlegel.

 

Citazioni

Ogni oggetto amato è il centro di un paradiso.

Si è soli con tutto ciò che si ama.

Anche il caso ha le sue regole.

Chi vede un gigante esamini prima la posizione del sole e faccia attenzione a che non sia l'ombra d'un pigmeo.

Di tutti i veleni, l'anima è il più forte.

Dove ci sono bambini c'è un'età dell'oro.

L'amore ha sempre riempito romanzi, ossia l'arte di amare è sempre stata romantica.

Non dovrebbe esistere che un unico bisogno assoluto: l'amore, la vita in comune con le persone amate.

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