Poesia e dintorni

Scrivici / Segnala errori «
Non clikkare qui! «

Font: A A A «

Novità nel sito «

Musica

Poesia

Umorismo

Trash

Deathclock

Sito

Forum

 

 

Apollinaire
Beckett
Blake
Borges
Brecht
Brontë
Byron
Caproni
Carducci
Catullo
Celan
Dickinson
Foscolo
Garcia Lorca
Gibran
Goethe
Hesse
Hikmet
Joyce
Kavafis
Keats
Leopardi
Mallarmé
Montale
Neruda
Novalis
Pavese
Poe
Prévert
Quasimodo
Rimbaud
Saba
Shakespeare
Shelley
Tagore
Ungaretti
Verlaine
Whitman
Wilde
Yeats

 




































»

Link correlati:
» Indice per autore
» Forum sulla poesia

§ Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888. Nel 1908 frequenta la Baracca Rossa, ritrovo internazionale di anarchici organizzati da Enrico Pea. Nell'autunno del '12 è a Parigi per studiare diritto, e frequenta i caffè letterari dove conosce e stringe amicizia con Apollinaire.

Nel 1914 rientra in Italia per sostenere l'esame di abilitazione all'insegnamento di lingua francese. Si prepara in Versilia insieme all'amico Enrico Pea; si sposta poi a Milano, dove scrive le sue prime poesie che faranno parte della sezione "Ultime", che apre "L'allegria". Nella prima metà del '15 pubblica le prime liriche sulla rivista Lacerba. Viene richiamato alla leva e passa tutto il 1916 in guerra, tra prima linea e retrovie. È datata 22 dicembre 1915 la prima poesia dal fronte. Il 1916 vede data alla stampa la prima raccolta "Il porto sepolto". Nel '18 è in Francia, dove cura un giornale per i soldati e lavorerà presso il Popolo D'Italia come giornalista; l'anno successivo si sposa con Jeanne Dupoix. Esce nel frattempo "Allegria di naufragi".

Nel '20 torna a Roma e, su incarico del Ministero degli Esteri, si dedica alla stesura del bollettino informativo quotidiano; intanto collabora alle riviste La Ronda, Tribuna e Commerce (di cui è il direttore). La moglie nel frattempo insegna francese. La difficile condizione economica lo induce a trasferirsi a Marino nei Castelli Romani. Pubblica a La Spezia una nuova edizione de "L'Allegria", dove include le liriche composte tra il 1919 e il 1922 e la prima parte del "Sentimento del tempo". La prefazione è di Benito Mussolini. Nel '25 nasce la figlia Anna Maria. Nel 1928 si converte alla religione cattolica e scrive la "Pietà". Nel 1930 nasce il secondo figlio, che morirà a soli 9 anni. Il 1931 vede l'uscita della versione definitiva della raccolta "L'allegria", contente poesie scritte tra il 1914 e il '19. Ottiene il primo riconoscimento ufficiale nel 1932 con il premio del Gondoliere.

Nel '36 si trasferisce a insegnare all'Università di San Paolo del Brasile, mentre esce l'edizione definitiva della raccolta "Sentimento del tempo", con poesie composte tra il 1919 e il '35. Nel 1942 rientra in patria dove è nominato Accademico d'Italia, e insegna all'università di Roma; Mondadori inizia a pubblicare le sue opere con il titolo di "Vita d'un uomo". Vengono raccolte le "Poesie disperse" (1945) e "Il dolore" (1947, con poesie dal 1937 al '46); esce inoltre il primo volume di prosa nel 1949, "Il povero nella città"; del 1950 è "La terra promessa", e del 1952 "Un grido e paesaggi" (le cui poesie sono illustrate da Giorgio Morandi). Nel 1958 muore la moglie; due anni dopo esce "Il taccuino del vecchio", contenente testimonianze di molti amici, e nel '61 le prose di viaggio "Deserto e dopo". Nel 1964 è a New York, dove tiene un ciclo di lezioni presso la Columbia University.

Gli ultimi anni di vita del poeta sono intensissimi: viene eletto presidente della Comunità Europea degli Scrittori, e tiene, come visiting professor presso la Columbia University, una serie di lezioni, stringendo tra l'altro amicizia con letterati e pittori beats del village newyorkese. In occasione degli 80 anni (1968) riceve solenni onoranze da parte del governo italiano: viene festeggiato a Palazzo Chigi dal Presidente Moro e da Montale e Quasimodo, con tanti amici attorno. Escono nello stesso anno due edizioni rare, "Dialogo" e "Morte delle stagioni" (illustrata da Manzù). Nel 1969 Ungaretti viene pubblicato tradotto anche in Francia, mentre in Italia esce la raccolta complessiva di tutte le sue poesie. Scrive la sua ultima nella notte di capodanno del 1970: "L'impietrito e il velluto". Torna negli Stati Uniti per ricevere un premio all'Università di Oklahoma. A New York s'ammala; viene ricoverato in clinica e trasferito, moribondo, in Italia. Morirà il 2 giugno 1970 a Milano.

 

Citazioni

Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia.

La morte si sconta vivendo.

Se risultasse necessario assegnare incarichi a persone inefficaci, affidategli compiti non determinanti per i risultati.

Top

 

Newsky Group © 2007 – CreditiNote legaliSicurezza e privacyNote tecniche
I contenuti di queste pagine possono essere utilizzati solo nel rispetto di quanto indicato nelle Note legali
Se ritieni che parte dei materiali qui pubblicati ledano il tuo diritto d'autore, contattaci e provvederemo a rimuoverli