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Poesia trenta

Il rumore che fa il vento fra le foglie degli alberi
sembra non aver significato
eppure se lo ascolti attentamente
senti in quel fruscio le voci di chi ti amò un tempo lontano.

E ritornano i ricordi di notti luminose e giorni neri
ritrovi volti che credevi aver dimenticato
vorresti fermare quest'onda ma non puoi farci niente
e di lei senti il calore della mano.

Tu crescevi e lei invecchiava
sempre più soli sempre più lontani
e poi la malattia, la decadenza mentale
una morte auspicata che non arrivava.

Sensi di colpa presi a più mani
il rimorso che torna puntuale.

Maledetto il rumore che fa il vento fra le foglie degli alberi.

 

Poesia trentatrè

Impronte di gabbiani sulla riva
indicano un percorso ben preciso
nell'alba umida e dolorosa
la mia anima al mare s'avvicina.

Sul volto tracce di saliva
con un bacio negato il cuore m'hai reciso
candida come la bianca rosa
la tua anima al mare s'avvicina.

Sarà il mare del nostro amor la culla
e gli albatri i nostri testimoni
tenendo fra le braccia la fanciulla
m'inabisso ormai privo d'emozioni.

E l'universo tutto, al mare s'avvicina.

 

Poesia trentasei

Hai la capacità di far sorridere il nostro cuore
Anche se talvolta il tuo è pieno di dolore
Rosea nello spirito e nel viso
Rubi alle stelle la luce della notte
Yes, we need your cover

Please, stay with us for ever
Ora per una volta esci dalla rotta
Trova per te sola, un sincero sorriso
Tu meriti di più di quel che credi
Ed il mondo è più bello di quel che vedi
Roberta, musa ispiratrice del mio furore.

 

Poesia trentotto

Guarisci presto, luce dei miei occhi
altrimenti domani il sole non sorgerà

guarisci presto, linfa del mio cuore
altrimenti domani i mari prosciugheranno

guarisci presto, profumo dei miei sogni
altrimenti domani i fiori appassiranno

guarisci presto, arca della mia vita
altrimenti domani il mondo finirà.

 

Poesia trentanove

Amarti perché sei bella, sarebbe banale
amarti perché sei gentile e tenera
sarebbe già più naturale.

Amarti per quel modo che hai di camminare?
O per come mi guardi e mi fai sentire strano?
Amarti perché il fiume ama il mare?

Amarti perché tu non mi fili per niente
questa è la causa più evidente
oppure amarti e basta, così, semplicemente.

 

Poesia quaranta

Prendo delle pillole per non dormire
perché se dormo, inevitabilmente ti sogno
e sognarti mi fa un male da morire
e di soffrire ancora, non ho certo bisogno.

Sono sicuro che finirò per impazzire
mi manca tutto di te, non solo il sesso
le tue mani, le mie mani, i nostri corpi
carezze antiche ogni volta diverse
i tuoi gemiti nella notte che mi rendono fiero.

Tutto questo non sarebbe dovuto finire
del tuo rancore per me, non vedo il nesso
siamo diventati due tristi cuori storpi
per le menzogne inventate da anime perverse
anche se qualcosa, è vera per davvero.

Prendo delle pillole per dormire
sperando di incontrarti almeno in sogno
almeno lì non potrà mai finire
questo amore bastardo di cui non mi vergogno.

 

Poesia quarantuno

Io non vivrò con te, adesso, questo sognato amore,
almeno non pubblicamente, mai tra la gente,
sarà solo il mio segreto, custodito con pudore,
lo coltiverò con devozione, così, teneramente;
con tenerezza ti vedrò passare per la via
ed il mio amore ti darà il calore nell'inverno
e ti darà frescura nelle notti d'estate
non te ne accorgerai, lo crederai un fatto naturale
non patirai mai più dal freddo ovunque tu sia
e sentirai il mio fresco, anche se andassi all'inferno
vivrai per sempre avvolta in spire delicate
create dal mio amore, che per te, è già immortale
e vivrai in eterno, circondata da quest'aura d'affetto
perché il mio amore per te, trascende la vita terrena
e ci reincarneremo poi, tu mia Eva ed io tuo Adamo
e concepiremo non già crudele discendenza
ma Eros e Cupido, e Aurora e Venere
il nostro Eden sarà perciò eternamente perfetto
la nostra unione più luminosa della luna piena
mai basterà il tempo per dirci t'amo
e la reciproca attrazione non sarà mai abbastanza
e dopo di noi, del mondo, soltanto cenere.

 

Regina di Saba

Anche la luna può farmi compagnia
In questa notte matrice di poesia
Settembre mi ha donato una sorpresa
Ho conosciuto di una poetessa l'anima sospesa
Aisha è il suo vero nome. Aisha fiore di diamante.

Poco importa che sia da me così distante
Aver sogni comuni,seguir nell'arte la stessa pista
Odorare di poesia è per noi una conquista,
Lasciati cullare dal canto muto delle stelle
Accetta questa ghirlanda di parole belle.

 

Poesia quarantaquattro

Oggi sento finalmente di nuovo caldo
sarà perché ti ho vista sorridermi?
Sarà perché sta finendo l'odiato inverno?
Addirittura il cane, vedendomi sereno
ha cominciato a saltellare dappertutto.
Benedetta madre di prati smeraldo
gemmatrice d'alberi non più inermi,
l'estate è tornata, durerà in eterno?
Il sole scotta più che il tuo bel seno
delle tue labbra, Amore, provo ancora il frutto.

Lo storpio arranca per la scoscesa via
e la maestra congeda la sua classe,
l'insostituibile astro illumina ogni cosa
ed asciuga infine l'umido del mio cuore;
tu m'accarezzi ancora, spudorata amante
lasci che sia di nuovo, profondamente mia
mi controlli totalmente come un gambero nelle nasse
e la tua gemma gode, quando esplode il bocciuolo della rosa.
Amami e sia per me e per te solo e soltanto amore
e le giornate di sole, saranno ancora, e ancora tante.

Oggi sento, finalmente, di nuovo caldo!

 

Lacrime e poi ancora lacrime

NdA: letta così, sembra una cosa normale, però, invero, ha dei significati molto importanti per me;
scrivimi se vuoi sapere perché.

Lacrime, e poi ancora lacrime
Sono l'eredità che mi hai lasciato
Ricordo bene come e quando
Nel giardino dell'ospedale
Il silenzioso vento ghiaccia le ultime foglie
Tutto tace, e permane l'odore lontano di legna bruciata
E l'indurita terra rifiuta la mia impronta.

Lacrime e poi ancora lacrime
Ti ho persa l'ultima volta che mi hai baciato
E non ricordo neppure quando.
Ritornando, sfinito, dal funerale
Si riaccendono tutte le tue voglie
E i sogni infranti della tua vita spezzata
E della nera signora subisco di nuovo l'onta.

Lacrime e poi ancora lacrime
Bruceranno come spine nel costato
E verrà un giorno ma quando?
Che l'oblio sarà amico leale
Ma sora morte ha di nuovo le sue doglie
E va a caccia in questa terra desolata
Per te eterna bambina, la mia anima è pronta.

 

Prestami il tuo cuore

Prestami il tuo cuore, ma per favore, non chiamarlo Amore,
l'Amore, sai, mi ha sempre maltrattato.
Prestami i tuoi sogni e fammici tuffare,
guidami per mano, in questo nuovo mare,

accogli un pellegrino senza fede,
prestami le tue certezze,
prestami insieme ai baci, le tue carezze;
perché solo davanti a te la mia corazza cede.

Prestami il tuo calore, ma per favore, non chiamarlo Amore,
altri calori, sai, m'hanno ghiacciato.
Prestami un pochino del tuo tempo,
io ti ripagherò con tutto il mio, di tempo.

Donami un pezzetto del tuo cuore, ma per favore,
per favore, non chiamarlo Amore!

 

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