|
|||||||
|
|
| NEWSKY.IT » Umorismo e dintorni |
|
— Richieste di aiutoColletta per la bambina col cancroVersione italiana della mail. "Leucemia – Per favore leggete di seguito. Se la cestinerete: davvero non avete cuore. Salve, sono un padre di 29 anni. Io e mia moglie abbiamo avuto una vita meravigliosa. Dio ci ha voluto benedire con una bellissima bambina. Il nome di nostra figlia è Rachele. E ha 10 anni. Poco tempo fa i dottori le hanno rilevato un cancro al cervello. C'è una sola via per salvarla, operare. Purtroppo, noi non abbiamo denaro sufficiente per far fronte al costo. AOL e ZDNet hanno acconsentito ad aiutarci. L'unico modo con il quale loro possono aiutarci è questo: io invio questa e-mail a voi, e voi inviatela ad altre persone. AOL rileverà la traccia di questa e-mail e calcolerà quante persone la riceveranno. Ogni persona che aprirà questa e-mail e la invierà ad altre tre persone ci donerà 3 centesimi. Per favore aiutateci". Versione americana (tradotta). "Hai mai ascoltato il ticchettio della pioggia? Qualche volta hai seguito il volo di una farfalla? Od osservato il tramontare del sole? Fermati. Non ballare in fretta. Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo. Vivi ogni giorno sempre di corsa? Quando ti domandi chi sei, ascolti la tua risposta? Quando il giorno finisce e ti sdrai sul tuo letto, ti assilli con mille pensieri? Fermati. Non ballare in fretta. Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo. Le tue giornate passano freneticamente? Qualche volta hai detto al tuo bambino "lo faremo domani", e nella tua apatia non hai visto la sua tristezza? Qualche volta per mancanza di tatto hai lasciato che un caro amico morisse senza averlo chiamato per dirgli "ciao"? Fermati. Non ballare in fretta. Il tempo è poco. La musica non durerà a lungo. Quando corri troppo in fretta per raggiungere qualsiasi luogo, ti perdi la metà del divertimento per arrivarci? Se sei preoccupato, se corri per tutto il giorno, è come se gettassi la tua vita nel cestino. La vita non è una corsa, ma va vissuta e assaporata con calma. Ascolta la musica prima che la canzone finisca. L'unica cosa che vi viene chiesta è solo un po' del vostro tempo, per inviare questo messaggio. C'è solo bisogno di un po' d'amore per mandare questa e-mail. Per favore, passate questo messaggio a tutti quelli che conoscete. È l'ultimo desiderio di una bambina, che presto lascerà questo mondo, dato che è vittima di una terribile malattia: il CANCRO. Grazie per il vostro sforzo. Questa non è una catena, ma una scelta di tutti noi per salvare una piccola vita che si sta spegnendo per una seria e fatale forma di cancro. Per favore inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete e non conoscete. A questa bimba restano sei mesi di vita, e come sua ultima volontà lei ha voluto inviare questa e-mail a tutti voi, perché riusciate a vivere la vita al massimo, dato che lei non lo farà mai. Non andrà mai da nessuna altra parte, non riuscirà a laurearsi o sposarsi, né ad avere una famiglia. Lo scopo di questa e-mail non è il denaro, ma dare a lei e alla sua famiglia po' di speranza. Per ogni persona che riceverà questa e-mail la Società Americana del Cancro donerà 3 centesimi di dollaro per il trattamento e il piano di recupero. Una persona ne ha inviate già 500. Aiutatemi. Se potete, inviatela a tutte le persone che conoscete. Riflettete e non siate egoisti! Dedicare 5 minuti per inviare questo messaggio è di vitale importanza: tutto questo potrebbe accadere a ciascuno di noi". Falso il messaggio in cui si parla di una bambina malata di cancro e vengono citate AOL, ZDNet, Società Americana per la Ricerca sul Cancro, Istituto superiore della Sanità, ecc.. Si tratta di una bufala telematica nata negli USA nel '97 e che ha coinvolto milioni di navigatori in buona fede, i quali hanno inoltrato ad amici e parenti il messaggio credendo veramente che potesse servire a raccogliere fondi per una bambina malata di cancro. Spesso la posta elettronica viene utilizzata per scopi sì divulgativi ma spesso fuorvianti e a volte illeciti, come in questo caso. Si tratta di una tristissima bufala, o tecnicamente un "e-hoax" (e-mail con contenuti all'apparenza molto seri, ma falsi): questa famosa e-mail ha cominciato a "girare" nel 1997, e da allora ha subito alcune variazioni e adattamenti ma non ha perso la sua capacità di diffondersi in maniera esponenziale, sfruttando la buona fede del popolo di Internet. La forza divulgativa del messaggio si riassume in pochi punti: la mail arriva generalmente da un amico, ha un'intestazione che cattura l'attenzione ("è per una bambina malata", "importante, non cestinare", ecc.), coinvolge il lettore (non potrebbe essere diversamente, pensando a una bambina malata di cancro) e lo induce a credere che può fare qualcosa di concreto semplicemente girando la mail ad altri conoscenti; e la fondatezza dell'iniziativa, nel messaggio, viene confermata dalle fonte citate (Società Americana per la Ricerca sul Cancro, Istituto Superiore della Sanità, vari dottori specialisti, ecc.). La società ZDNet ha seccamente smentito di aver mai ricevuto alcuna richiesta di questo tipo: "Ogni parola della mail è falsa e il modo migliore per bloccare la diffusione di questi messaggi è cancellarli non appena si ricevono. Certo, spesso non è facile perché di fronte a una richiesta di aiuto la tentazione di rispondere affermativamente è forte. Tanto più che nell'ultima "epidemia" è stato erroneamente coinvolto anche l'Istituto Superiore di Sanità, che, contattato da ZDNet Italia, ha ovviamente smentito qualunque intenzione di avvalorare il messaggio. ZDNet chiede anche la vostra collaborazione: continuiamo infatti a ricevere richieste di conferma o smentita su questa spiacevole storia. Se la ricevete anche voi, siete pregati di non inoltrarla". Anche la Società Americana per la ricerca sul Cancro ha seccamente smentito: i dipendenti della ACS sono talmente subissati di richieste di informazioni su queste "donazioni" da aver istituito una pagina web apposita. Pure l'Istituto Superiore della Sanità ha smentito, così come alcuni medici coinvolti loro malgrado nella diffusione della bufala. La firma in calce sembra una garanzia di ufficialità oltre ogni dubbio, anche perché (per esempio) il professor Giorgio Lambertenghi Deliliers esiste veramente e lavora davvero presso il Centro Trapianti di midollo dell'Ospedale Maggiore di Milano. In pratica il prof. aveva preso per buono il messaggio e l'aveva girato a diversi indirizzi, inconsapevole che sarebbe diventato un'autorevole fonte della bufala, e ora il suo telefono e la sua casella di posta sono intasati da richieste di informazioni e offerte di aiuto. Inoltre potremmo usare anche un po' di buon senso: se alla mail non rispondessero abbastanza utenti, cosa dovrebbero rispondere alla bambina? "Cara bambina, mi spiace ma non ci hanno risposto in numero sufficiente, per cui non ti paghiamo l'operazione e ti lasciamo morire"? Di più: al momento non sono esistono programmi di tracciamento della posta che possano seguire un messaggio ritrasmesso più volte come quello di questa catena. Quindi, anche se il messaggio fosse vero, non ci sarebbe modo di quantificare le donazioni: il sistema inventato è tecnicamente irrealizzabile. Resterebbe soltanto da considerare quanto tempo viene perso dal personale dell'ACS per rispondere alle richieste di informazioni su queste "donazioni". Tempo che viene tolto proprio a chi ne ha bisogno: ai veri malati di cancro. Quindi anche per questa catena di Sant'Antonio vale il solito monito: non diffondetela pensando "tanto male non fa". Invece lo fa.
Messaggi per i bambini malatiStando a un messaggio e-mail che circola imperterrito da anni, Jessica Mydek è una bambina americana di 7 anni sofferente di cancro, e i suoi genitori avrebbero raggiunto un accordo con alcuni sponsor: per ogni messaggio inoltrato e inviato a un certo indirizzo questi avrebbero donato tre centesimi alla società americana per la ricerca sul cancro. Tutto falso. Anthony Parkin sarebbe un bambino malato di leucemia, che avrebbe espresso come ultimo desiderio quello che il suo messaggio e-mail circolasse per sempre sulla rete, in modo che una parte di lui possa vivere in eterno. Vicenda toccante, ma del tutto inventata. Nell'autunno del 1989 sulle bacheche di molti uffici e università italiane apparve un appello a inviare cartoline a un bambino inglese, Craig Shergold, malato di tumore: desiderava entrare nel guinness dei primati. Sembrava il ritorno di una leggenda ben nota agli addetti ai lavori, ma non era così. L'appello si sparse a macchia d'olio in tutto il mondo e nell'edizione 1991 del guinness il bambino inglese veniva citato per aver ricevuto 16.252.692 di cartoline d'auguri. Craig Shergold esiste realmente, i giornali ne hanno pubblicato le fotografie, era affetto da un tumore al cervello e all'epoca dell'appello aveva 10 anni. Poco dopo venne operato in una clinica specializzata degli Stati Uniti. Ora ha 25 anni, è perfettamente guarito, ha ricevuto un centinaio di milioni di cartoline e lancia appelli affinché il mondo intero smetta di scrivergli! Eh sì, perché la richiesta originale continua a circolare subendo anche trasformazioni inaspettate. Già a partire dal 1991 è iniziato a circolare un nuovo appello in cui il piccolo Craig (anche se il nome è stato più volte storpiato) vuole entrare nel guiness per aver collezionato il maggior numero di biglietti da visita; ma questa volta il bambino inglese non c'entra nulla, l'appello è del tutto infondato. Una sottile vendetta nei confronti di chi ha fatto diventare, suo malgrado, realtà una leggenda metropolitana?
Voci di riscattoDai 7.000 ai 15.000 scontrini fiscali in cambio di una carrozzina da donare a un persona povera e handicappata: questo l'appello lanciato dieci anni fa che ha coinvolto migliaia di persone volonterose in una raccolta senza fine. Ma già durante i primi anni '80 si faceva incetta di codici a barre con le stesse finalità. Dopo aver riempito borse, portafogli, cassetti e vasellame vario, gli oggetti del nobile scambio venivano consegnati a un'amica, che a sua volta li dava a un'altra amica, la quale li portava, si diceva, al centro di raccolta, ovvero un ente religioso, l'amministrazione locale, l'ufficio postale, la Croce Rossa, e così via. Eppure questi ultimi hanno sempre smentito di essere i promotori delle varie raccolte, affermando invece di non sapere cosa farsene di scontrini e codici a barre. Ci troviamo di fronte, più che a una leggenda, a una tra le più antiche e classiche "voci di riscatto". Chi, negli anni '60, non ha raccolto la carta stagnola per ottenere un cane guida per non vedenti? Anche in questo caso, dietro alla buona fede delle persone non vi fu alcun riscontro tangibile, e la notizia fu smentita più volte dalla stessa Unione Italiana Ciechi. E i più anziani ricorderanno come negli anni '20 la carta stagnola veniva raccolta per essere inviata alle missioni e "liberare un negretto". Nulla di fatto anche in questo caso. L'ultima versione della raccolta si è diffusa a partire dal 1993: 5.000 tappi di plastica (o 2kg, secondo altre fonti) per la solita carrozzella. Simili slanci di solidarietà si possono interpretare come parziali giustificazioni inconsce al consumismo: più si spende, più si raccoglie. Il fatto che nessun ente può avere interesse a ricevere simili "inutilità" e trasformarle in denaro contante per poi riconvertirlo in carrozzelle o altro similare, è stato completamente trascurato. |
|||
|
|
Newsky Group © 2007 – Crediti – Note legali – Sicurezza e privacy – Note tecniche
I contenuti di queste pagine possono essere utilizzati solo nel rispetto di quanto indicato nelle Note legali
Se ritieni che parte dei materiali qui pubblicati ledano il tuo diritto d'autore, contattaci e provvederemo a rimuoverli