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Falsi allarmi

Il SLS

Da tempo gira la seguente mail, inutilmente allarmistica. Per leggerne la smentita, vedere il link sotto.

"Controllate gli ingredienti sulle bottiglie di shampoo e controllate se contengono una sostanza chiamata Sodium Laureth Sulfate, o semplicemente SLS. Questa sostanza si trova nella maggior parte degli shampoo, e i produttori la usano in quanto fa molta schiuma ed è economico. Tuttavia il SLS si usa anche per strofinare i pavimenti del garage, ed è una sostanza molto forte. È anche provato che sul lungo termine può provocare il cancro, quindi non è uno scherzo.

Prodotti come il Vo5, Palmolive, Paul Mitchel, il nuovo shampoo della Hemp, ecc. contengono questa sostanza. Ho interpellato i produttori ottenendo come risposta, nei migliori dei casi, qualcosa del tipo 'Sì, lo sappiamo, ma abbiamo bisogno di quella sostanza per produrre la schiuma, senza la quale il prodotto sarebbe inefficace'. Anche il dentifricio Colgate contiene quella sostanza per produrre le bolle; dicono che mi manderanno ulteriori informazioni.

La ricerca ha dimostrato che negli anni '80 la probabilità di prendere il cancro era di 1 su 800, e ora è di 1 su 3, il che dovrebbe far riflettere. Spero che prendiate questa lettera sul serio e la passiate a tutti quelli che conoscete, nella speranza di impedire di provocarci il cancro. La cosa è seria, e dopo che avrete letto questa lettera, passatela a quante più persone possibile. Non è una catena di Sant'Antonio, riguarda la nostra salute.

Michelle Hailey
Executive Secretary
University of Pennsylvania Health System Office of Legal Affairs
(215) 662-2546"

Alcune varianti alla suddetta mail aggiungono il seguente PS...

"Contengono questa sostanza:
– shampoo dell'Antica Erboristeria
– bagnoschiuma Bionsen;
– collutorio L'Angelica;
– shampoo Clear;
– dentifricio Macleens Extrafresh;
– dentifricio Oral-B Sensitive Fluoride;
– dentifricio AZ Verde protezione carie;
– shampoo Osmose;
– shampoo Biopoint.
Non so quelli dell'Erbolario, con l'occasione ho scoperto che non riportano gli ingredienti sulla confezione"

Ma come nasce un falso allarme?

 

Tamponi all'amianto

Ecco il testo originale di un altro appello allarmante, e ancora una volta completamente falso, tradotto in italiano. Per leggerne la smentita, vedere il link sotto.

"MESSAGGIO DI VITALE IMPORTANZA. Vi preghiamo di trasmettere questa e-mail a tutte le donne che potete. Per gli uomini che ricevono questa e-mail, vi preghiamo di spedirla ad amiche, ragazze, sorelle, madri, figlie, ecc.; grazie!

Controllate le etichette degli assorbenti sanitari e dei tamponi che volete acquistare, e controllate se riuscite a individuare alcuni dei segni familiari descritti in questa e-mail. Non meraviglia che tante donne al mondo soffrano di cancro alla cervice e di tumori all'utero. Sapete che i produttori di tamponi usano amianto nei loro prodotti? Perché? Perché l'amianto vi fa sanguinare di più, e se sanguinate di più, usate più tamponi. Perché non è considerato contro la legge, dato che l'amianto è tanto pericoloso? Perché i tamponi non sono un prodotto alimentare e, dunque, non sono considerati pericolosi o illegali.

Il periodico Essence di questo mese include un piccolo articolo su questo problema, e menziona due produttori di tamponi di cotone come alternativa. I produttori sono: Organic Essentials tel. 1-800-765-6491 e Terra Femme tel. 1-800-755-0212. [Pubblicità? Naah...]

I tamponi contengono due cose che sono potenzialmente pericolose: rayon (per assorbire) e diossina (un prodotto chimico usato per sbiancare i prodotti). L'industria dei tamponi è convinta che noi, essendo donne, abbiamo bisogno di prodotti candeggiati e sbiancati per pensare che il prodotto sia puro e pulito. Il problema è che la diossina, che viene prodotta in tale processo sbiancante, può apportare gravi danni alle donne. La diossina è potenzialmente cancerogena ed è tossica per i sistemi immunitario e riproduttivo. È anche stata associata con endometriosi e basso numero di spermatozoi per gli uomini. In entrambi i sessi, danneggia il sistema immunitario.

Lo scorso settembre, l'Agenzia di Protezione Ambientale (EPA) ha reso noto che non esiste un livello 'accettabile' di esposizione alla diossina, visto che è cumulativa e lenta a disintegrarsi. Il pericolo reale viene dal contatto ripetuto (Karen Couppert, 'Pulling the plug on the tampon industry'). Io direi che usare circa 4-5 tamponi al giorno, per cinque giorni al mese, per 38 anni è un 'contatto ripetuto'. Non pensate anche voi?

Il rayon contribuisce ai pericoli creati dai tamponi e dalla diossina perché è una sostanza altamente assorbente. Perciò, quando fibre dei tamponi restano nella vagina (come di solito accade), ciò crea un terreno fertile per la diossina. Tra l'altro, resta all'interno molto più a lungo di quanto rimarrebbe con tamponi fatti solo di cotone. Questo è anche il motivo per il quale la TSS (sindrome da shock tossico) accade.

Quali sono le alternative? Usare prodotti d'igiene femminile non sbiancati e che siano fatti completamente di cotone. Anche altri prodotti d'igiene femminile (assorbenti/fazzoletti) contengono diossina, ma non sono tanto pericolosi quanto i tamponi. Dunque, cosa potete fare se non vi è possibile abbandonare i tamponi? Usate tamponi fatti al 100% di cotone non sbiancato. Sfortunatamente, poche società producono questi tamponi sicuri (potete comprarli in once, si chiamano Cottons). Si trovano di solito soltanto in negozi di 'cibo sano'. Paesi di tutto il mondo (Svezia, Germania, Columbia Britannica, ecc.) hanno chiesto di poter passare a questo tipo di tampone più sicuro, mentre gli Stati Uniti hanno deciso di tenerci all'oscuro di tutto.

Nel 1989, degli attivisti inglesi organizzarono una campagna contro lo sbiancamento attuato con cloro. Sei settimane e 50.000 lettere dopo i produttori di prodotti sanitari passarono all'ossigeno (MS Magazine, maggio/giugno 1995). Cosa fare ora? Ditelo alla gente. A tutti. Informateli. Questa industria e il Governo ci stanno manipolando, facciamo qualcosa per impedirlo! Per favore, scrivete alle società Tampax Tambrands, Playtex, O.B., Kotex. Sulle scatole c'è l'intera lista degli 800 numeri. Fate loro sapere che esigiamo un prodotto sicuro: tamponi completamente di cotone non sbiancato.

Promemoria: per non perdere l'impatto di questa e-mail, preghiamo chiunque voglia spedirla ai propri amici, di copiarla e poi passarla su un nuovo messaggio. In questo modo, non potrà distorcere il messaggio a causa delle varie frecce che appaiono nelle e-mail inoltrate. Vi preghiamo di farlo con considerazione e serietà. Grazie"

Ma come nasce un falso allarme?

 

Hamburger e ingegneria genetica

Ecco l'ennesima bufala circolante via e-mail, che ha come obiettivo un'altra nota multinazionale. Per leggerne la smentita, vedere il link sotto.

"McDonald's: quello che vedete è quello che realmente mangiate?

Quello che leggerete è un allarme proveniente dal Brasile, per la precisione da fonti dell'Università di Agraria di San Paolo... Parrebbe folle, ma forse il fatto che tanti assidui consumatori di hamburger yankee si siano ammalati di toxoplasmosi e tubercolosi cerebrale rende tutto molto più verosimile... Se credete che quello che mangiate da McDonald's sia carne di soia o di cavallo, dopo aver letto quanto segue, desidererete di aver mangiato davvero la 'nutriente' carne di soia (non-transgenica si spera) o la non-tossica carne di cavallo.

Secondo fonti autorizzate dell'Università Statale del Michigan, si è scoperto recentemente che la carne utilizzata da McDonald's per i suoi hamburger proviene da 'autentici' vitelli senza gambe e senza corna, che sono alimentati per mezzo di tubi legati allo stomaco, che di fatto non hanno ossa, ma solo un po' di cartilagine che impedisce alle loro membra di disfarsi. Coloro che li hanno visti assicurano che sono fatti molto preoccupanti. Questi esseri rimangono immobili tutta la vita, non hanno occhi né coda, e praticamente non hanno pelo; di fatto la loro testa è delle dimensioni di una palla da tennis... La manipolazione genetica offre questi risultati, trasforma in viventi cose inanimate con un aspetto gelatinoso orribile.

Quando il governo brasiliano cercò di obbligare McDonald's a modificare le sue etichette, dove si legge che gli hamburger contengono carne di 'reses', essi risposero che in latino 'res' significa 'cosa', e pertanto potevano dire che quella era carne di 'res'. Pare che grazie al suo grande potere economico, McDonald's abbia soggiogato molte persone, a diversi livelli, anche fra le alte cariche governative. Per questo motivo, la McDonald's si è permessa di annunciare che la composizione dei suoi hamburger è al 100% 'carne di res', o 'carne di cosa', senza dire che queste 'cose' crescono attraverso procedimenti di dubbia etica.

Ma la cosa peggiore è che questa carne produce effetti secondari alla salute: le sostanze tossiche che nutrono le 'cose' che McDonald's crea producono col passare del tempo danni irreversibili. Per non parlare dei principali effetti che si sentono il giorno dopo aver mangiato hamburger da McDonald's: una grande quantità di persone soffre di indigestione e colite. Questi sintomi potrebbero sembrare passeggeri, ma con il passare degli anni gli effetti collaterali irreparabili si manifestano. Anche se per ora non esiste un grande numero di persone colpite, sappiate che in Canada, Australia e ovviamente negli USA gruppi scientifici specializzati in materia alimentare hanno messo in relazione il consumo di hamburger di McDonald's con la comparsa della sindrome di Alzheimer. E anche altri disturbi non possono essere messi in relazione con altre cause...

Tutto questo è molto preoccupante, perciò e importante che tutti siano coscienti del tipo di cibo che ci offrono questi locali. Un problema simile è legato alla carne di 'pollo' (o presunto tale, perché anche in questo caso si parla di cose somiglianti), con la cosiddetta questione KFC... Spero che le persone comincino a rendersi conto di tutto questo e ad avvertire gli altri...

Per favore, fate circolare questo messaggio al maggior numero di persone. Chi pensate che finanzi le ricerche di ingegneria genetica?"

Ma come nasce un falso allarme?

 

Lattine avvelenate

Questa storia nasce da una bufala americana del 1998, adattata in francese nel 2000, e che torna di moda ora in italiano. Il motivo del successo di questa leggenda metropolitana risiede nell'abilità di collegare ad arte fatti parzialmente veri, avallarli con una "fonte certa" (uno studio inesistente, un "fondamentale" parere medico) e indirizzare il tutto verso i nostri punti deboli: in questo caso ci rende vulnerabili l'associazione tra rischio per la salute e abitudini. Questa è la mail che gira in Italia.

"Articolo comparso su Caducée, giornale d'informazione professionale nel settore medico (MESSAGGIO PER LA SALUTE PUBBLICA).

Una persona è morta recentemente in circostanze assurde. Era partita in barca con degli amici, una domenica, e aveva messo delle lattine di bibite nel frigorifero della barca. L'indomani, lunedì, è stata ricoverata d'urgenza allo CHUV (ospedale svizzero di Ginevra) per uscirne mercoledì, morta. L'autopsia ha constatato che si trattava di una leptospirosi folgorante causata da una lattina che aveva bevuto, senza bicchiere, sulla barca. L'esame delle lattine ha confermato che erano infettate di urina di ratti e quindi di leptospiras. La persona in questione probabilmente non ha pulito la parte superiore della lattina prima di berla e questa era contaminata di urina di ratto seccata, che contiene delle sostanze tossiche e mortali, quindi la leptospiras, che provoca la leptospirosi.

Le bibite in lattina e altri alimenti simili sono stoccate in depositi che spesso sono infestati da ratti e simili e subito dopo vengono trasportate nei punti vendita senza che siano disinfettate o pulite. Ogni volta che comprate una lattina lavate coscienziosamente la parte superiore con dell'acqua e un detergente prima di metterla in frigo. Secondo uno studio realizzato da Inmetro (Spagna), il coperchio delle lattine è più contaminato dei gabinetti pubblici! Lo studio mostra una quantità di germi e batteri sul coperchio delle lattine tale da rendere indispensabile la pulizia con dell'acqua e un detergente.

PER CORTESIA DIFFONDETE QUESTA INFORMAZIONE. Ricevuto dalla direzione delle Risorse Umane dell'Ospedale Cantonale di Ginevra"

Effettivamente i ratti possono veicolare la leptospirosi e trasmetterla all'uomo. Ma il messaggio parla di un decorso velocissimo della malattia; è bene ricordare che la leptospirosi prevede un tempo di incubazione che varia dai 4 ai 19 giorni, mentre il malcapitato in questione sarebbe deceduto in meno di 24 ore dal contatto col virus...

Ma quando si parla di malattie con nomi strani, la scarsa conoscenza dell'argomento dei non addetti ai lavori è la leva per il diffondersi di queste leggende: pochi sanno infatti che la leptospirosi ha i suoi antidoti e che si sconfigge con relativa facilità grazie ai sempiterni antibiotici.

Nel messaggio troviamo inoltre il consiglio a pulire le lattine: è giusto e igienico, certamente, ma non c'entra niente con la leptospirosi. La bassa temperatura del frigo non permette la creazione di un ambiente accogliente per questi batteri nocivi (è per questo che i frigoriferi producono generalmente freddo...). Infine le "autorevoli" fonti citate hanno prontamente smentito tali addebiti.

 

Grande Fratello americano

Altro che Grande Fratello! Veramente allucinante: l'FBI ha creato un database atto a schedare la quasi totalità dei cittadini dei Paesi appartenenti al G8. Come se ciò non fosse sufficientemente grave, questo database è di dominio pubblico, essendo inserito in un normale sito internet. Molte schede personali sono corredate da foto. Sapevamo di essere spiati dai famosi satelliti, ma qui si sta davvero esagerando!

Io ho gia controllato: sono effettivamente schedato. Il bello è che c'è anche una mia foto, sebbene vecchia di qualche anno. E non so assolutamente come e quando abbiano potuto farmela! Lo stesso vale per tutti quei nominativi di persone che, per verifica, ho provato a ricercare: i miei genitori (foto in bianco e nero!), amici, parenti... Molto probabilmente ci siamo davvero TUTTI.

Ecco come entrare nel database: vai all'indirizzo [omissis]; il database dell'FBI è stato celato proprio in questo sito, apparentemente "innocuo". Ora, riuscire a entrare è molto semplice, grazie all'aiuto e alla complicita di alcuni hacker: inserisci tre zero ("000") nel primo campo, e lascia in bianco la voce "Check to search all states". Inserisci prima il tuo nome e poi il cognome; il database effettuerà la ricerca del nominativo richiesto. Nel caso in cui ci fossero casi di omonimia, ti verrà richiesto di inserire il tuo anno di nascita. Al termine della ricerca, potrai vedere la tua scheda e, molto probabilmente, una tua foto... Con tanti saluti dal Grande Fratello!

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