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Storie macabre

Il sosia scomparso
Io e la mia compagnia, come di nostro solito, amiamo passare i week-end seguendo le Tribe e i loro techno-party in giro per l'Italia. Tempo fa, mentre stavamo partendo per Milano, abbiamo conosciuto un tizio strano, e lo abbiamo voluto conoscere a tutti i costi perché era il sosia perfetto di uno del nostro giro, Gigiotto (GG8): identico, stessa altezza, stesso volto, stesso peso, stessi caratteri facciali. L'unica differenza era che GG8 è pelato come una palla da bowling, mentre questo tizio aveva un ciuffone biondo che gli usciva dal cappello nero,guarda caso uguale a quello di GG8. A quel punto lo abbiamo avvicinato stupiti, l'abbiamo chiamato e amichevolmente gli abbiamo fatto notare la stretta somiglianza; il tipo ci ha guardato per niente stupito o meravigliato, e ci ha detto solo: "Me chiamo Arfio, Manfa Arfio". Poi sparì, era a Roma, più di due anni fa. Lo abbiamo rivisto tempo dopo a Firenze, a Bologna, a Torino al "Tecnival", a Milano al "Rave quadrifonico", a Lucca; e ogni volta che lo vedevamo lui ci salutava, si fermava pochi minuti e poi spariva nel nulla, ma proprio nel nulla, cosa strana visto che in certi ambienti ci si conosce pressappoco tutti, e poi Arfio è romano come noi, e il fatto che non lo conoscessimo da prima ci pareva curioso. Tutti intanto avevano fatto amicizia con Manfa Arfio, era il beniamino di tutti, simpatico e piacione, ma quando lui spariva nel nulla la gente si straniva e tutti ci facevamo un mucchio di domande... Intanto GG8 era sempre più perplesso sulla cosa, ma era sicuro del fatto che se al mondo c'è una possibilità su mille di incontrare il proprio sosia, lui aveva avuto un gigantesco culo. Se ad Arfio chiedevi qualcosa di lui, non ti rispondeva, mai. Noi non insistevamo. Poi un giorno, a Bologna, alla "Street parade", lo abbiamo visto per l'ultima volta. Eravamo ai giardini pubblici, Arfio era con noi, da pochi minuti, come al solito comparso dal nulla, come al solito per rimanere soli altri pochi minuti; a un tratto lo abbiamo perso di vista, volevamo immortalare questo strano personaggio con noi in una foto, ma Arfio non si trovava più, era sparito; abbiamo chiesto in giro, ma i nostri amici ci dissero solo che lo avevano visto andare verso il boschetto. Lo chiamammo, gridavamo tutti il suo nome, ma Arfio non si trovava... A un certo punto venne da noi un nostro amico, che sottovoce invitò i più intimi ad andare con lui; lì capii l'orrore della cosa. In un anfratto trovammo Arfio, o almeno credo, trovammo il suo scalpo insanguinato; chi vomitò, chi gridò, chi se ne andò, io e GG8 andammo subito a denunciare la cosa alla Polizia, ma secondo loro eravamo dei poveri pazzi e Manfa Arfio non era mai esistito, e, reggetevi forte, lo scalpo sparì al momento di portarlo come prova dell'esistenza di Arfio, sparì da una scatola nascosta in una casa abbandonata. E solo io sapevo che i "resti" di Arfio erano lì... Prego chiunque sappia qualcosa di informarmi. Arfio, se ce sei fatte senti'...

Figlia scomparsa
Un giorno di diversi anni fa, in una gita familiare, il padre riprendeva la figlioletta con la telecamera intenta a correre fra gli alberi di un bosco, ma a un certo punto la bambina sparì dietro un albero e non uscì più. Prima il padre, poi la Polizia la cercarono ovunque, ma mai più niente si è saputo della bambina scomparsa dietro l'albero del bosco.

Casa stregata /1
In un paesino vicino al fiume Isonzo, in provincia di Gorizia, c'è un'azienda vitivinicola, e all'interno della proprietà si trova una casa disabitata molto antica. Nella cantina di questa casa nel passato fu murata viva una ragazza, e si dice che ora il suo fantasma gira ancora per la vecchia villa; i gestori di questa azienda evitano di entrarci; la villa è attualmente chiusa e nessuno ci entra e nemmeno si avvicina...

Casa stregata /2
C'è un casa abbandonata nei pressi di Siracusa, nella zona marittima di Fontane Bianche, in cui la gente che passa per superstizione deve suonare il clacson tre volte per tenere lontano gli spiriti del luogo. Il fratello di un mio amico, scettico, una sera tornò dal mare, solo, in moto per quella via, senza dare i tre colpi di clacson. All'improvviso in mezzo alla strada di campagna gli apparve una bambina vestita di bianco; lui non poté evitarla, ma quando la investì non ci fu nessun genere di impatto. Si voltò indietro e non vide nessuno. Quella sera tornò a casa disperato dalla paura. Altri amici miei raccontano di aver voluto visitare la stessa abitazione; uno di loro però decise di rimanere in macchina. I ragazzi trascorsero un po' di tempo all'interno della casa, ma non videro nulla di sospetto. Tornando in macchina videro che il ragazzo chiuso dentro era immobile, impietrito; ci volle una buona mezz'ora prima che il ragazzo aprisse loro. Lui raccontò che da dentro l'auto, nel sedile posteriore, qualcuno gli soffiava forte sul collo: un soffio davvero gelido...

La mano
Una ragazza sta guidando nella notte lungo una strada di campagna, buia e sterrata. All'improvviso, davanti alla macchina vede un ostacolo; si ferma e si accorge che si tratta di una carrozzina per neonati, proprio in mezzo alla strada. A quel punto scende dalla macchina per controllare, si avvicina alla carrozzina e vede che è vuota. Insospettita e spaventata torna di corsa verso la macchina, si chiude dentro sbattendo la portiera e parte come un fulmine verso casa. Il mattino seguente, quando la ragazza va a prendere la macchina per recarsi al lavoro, si accorge che sulla portiera c'è una grossa macchia di sangue rappreso, e aprendo la portiera trova, per terra vicino al sedile, quattro dita di una mano.

Sorriso diabolico
Nel Lazio vicino a Viterbo ci sono due paesini: Tuscania e Tarquinia; molto e molto tempo fa una famiglia di Tuscania aveva strette relazioni con una bambina abbandonata che viveva in una piccola casa a Tarquinia. Un giorno la famiglia tuscaniese venne a conoscenza della morte della povera fanciulla, trovata morta con un con un sorriso diabolico stampato in faccia. Tutti gli abitanti di Tarquinia da quel giorno incolparono la famiglia della sua morte, in quanto tutti i giorni loro mandavano un servitore a portare da mangiare alla bambina; la famiglia incredula si difese spiegando che l'unica persona che poteva avere un contatto con la bambina era appunto il servo. Da allora il servitore non si è fatto più vedere. In seguito sono accaduti fatti strani e inspiegabili, come la morte di un intero bestiame nelle campagne presso Tuscania: tutti gli animali erano con il sorriso e gli occhi rossi di sangue spalancati. Si dice anche che chi sente questa storia sogni poi il servitore, morto, con in faccia il suo sorriso diabolico, con accanto il parente più caro del sognatore anch'egli con quello strano sorriso.

Aereo boia
Nelle Filippine un aereo avrebbe compiuto un atterraggio di emergenza su una strada rettilinea abbastanza deserta. Il problema è che lungo quella strada una ragazza stava facendo jogging con gli auricolari a tutto volume, e un'ala dell'aereo le avrebbe tranciato la testa...

Bambino al forno
Si narra la storia di una baby-sitter di origine africana, forse cannibale, che una sera era andata a curare un bimbo di pochi mesi. Dopo un'ora la madre aveva chiamato per chiedere come andassero le cose, e la baby-sitter, tradendosi, avrebbe detto che stava cuocendo l'agnello. La madre allora si sarebbe preoccupata e sarebbe tornata a casa subito, trovando cosa? Il bambino legato dentro il forno e mezzo cotto.
Variante: una ragazza alla prima esperienza lavorativa venne presa a fare la baby-sitter per un bambino di un anno. Si presentò a casa loro, tutto normale, i genitori uscirono, e allora la ragazza decise di fare il bagno al bambino. Solo che quando lo tirò fuori dall'acqua invece di asciugarlo nel metodo tradizionale lo mise nel forno per tre minuti.

Jack lo squartabambini
In alcune città si dice a tutti i bambini che un uomo chiamato Jack Lametta andava in giro a uccidere i bambini dopo aver loro chiesto l'ora. Praticamente tu guardavi l'orologio e lui ti sfregiava.

Pronto? Bang!
Si dice che un poliziotto tenesse la pistola d'ordinanza vicino al cellulare sul comodino, sempre pronto a intervenire in caso di emergenza; una notte, sentendo squillare il cellulare, pare abbia preso sbadatamente la pistola, e convinto di rispondere al telefono si sia sparato un colpo in testa.

Il mendicante profeta
Un paese è stato ricostruito sopra le macerie di un antico borgo che una frana ha sommerso nel 1618. Si racconta che pochi giorni prima dell'evento avesse cominciato a girare per il paese un mendicante. L'antico borgo viveva soprattutto sul commercio con la Svizzera (è situato a circa 5km dal confine), e la maggior parte delle famiglie era benestante. Dopo aver girovagato per giorni a chiedere ospitalità, ottenendo sempre rifiuti, il mendicante si sarebbe rivolto, come ultima speranza, a una casa isolata abitata da un'anziana signora, che gli avrebbe dato da mangiare e da dormire. Il giorno dopo, congedandosi, il mendicante le avrebbe detto: "Se senti dei rumori forti non guardare fuori", e se ne sarebbe andato. Il 16 settembre la frana; sentendo il boato, la vecchina avrebbe aperto la finestra rimanendo cieca, ma la sua casa fu l'unica che si salvò. La data sullo stipite della porta è 1580.

La morte a pezzi
Una ragazza appassionata collezionista di puzzle ricevette per posta un plico contenente il famoso passatempo. Cercò di completarlo tutto in una sera, ma quando mise l'ultimo tassello cadde a terra morta... il suo volto aveva un'espressione inorridita... Il puzzle trovato rappresentava una casa dalla cui finestra si intravedeva una giovane donna (indovinate un po' chi) distesa a terra morta... la foto che i pezzi rappresentavano pareva scattata esattamente dall'albero di fronte a casa sua... Gli inquirenti pensarono a uno scherzo di cattivo gusto di qualche scellerato, che notando la morta avrebbe scattato la foto e poi ultimato il puzzle in seguito messo sul tavolino... Ma com'è che nel puzzle, in quella casa, da quella finestra, vicino al corpo, sul tavolino si intravede, per quanto un po' sfuocato, l'immagine del puzzle stesso?

Nonna Nostradamus
Nel 1980, nel periodo del grande terremoto in Irpinia, cominciò a girare a Pomigliano una storia molto singolare. Un signore si trovava in macchina, quando all'improvviso una vecchietta gli chiese un passaggio; lui molto gentilmente la fece salire; la signora doveva recarsi nei pressi del cimitero. Arrivati a destinazione la vecchia si girò e disse le seguenti parole al conducente: "Giuinò [Giovane], siete stato talmente gentile che io adesso voglio farvi un regalo: statevi attento che, in tal giorno, a tale ora, ci sarà una violentissima scossa di terremoto...". Il signore perplesso ringraziò la signora, si voltò un secondo per dare un occhio alla strada, si rigirò e la vecchia era scomparsa, svanita nel nulla. Fin qui questa storia ha tutti i presupposti per essere considerata una leggenda metropolitana, ma il fatto singolare è che veniva raccontata alcuni giorni prima che il fatto avvenisse. E infatti tra lo stupore, la paura e l'incredulità generale, la vecchia aveva ragione: una pseudo-leggenda metropolitana aveva avvertito dell'imminente terremoto.

Aceto aromatizzato
In un villaggio di provincia all'estero si produceva un aceto diventato improvvisamente uno tra i più buoni e saporiti del paese. Dopo un po' di mesi però, svuotando la vasca per la produzione di quell'aceto, si scoprì che il motivo di tanta improvvisa bontà era il corpo di una ragazza che qualcuno vi aveva affogato dentro per motivi ignoti. Non si riuscì nemmeno a sapere chi fosse, poiché il corpo si era tutto annerito.

WC pericoloso
Una non ben specificata signora sul traghetto per la Sardegna dopo aver "evacuato" tirò lo sciacquone. Ora, come ben tutti sanno sui traghetti i water smaltiscono le feci con un getto a pressione che le risucchia con una forza inaudita; la storia racconta che la signora, abbastanza pingue, con la sua carnea mole abbia fatto da sigillo stagno, ritrovandosi con tutte le budella fuori dal sedere. All'arrivo in ospedale i medici provvidero tranquillamente a riporre le interiora dentro il corpo, e la signora poté godersi in pace la vacanza.

Scivoli dell'Aquafan
Si narra che in un famoso parco acquatico alcuni malintenzionati abbiano messo delle lamette sugli scivoloni, e che i malcapitati avventori si siano procurati tagli inverosimili durante la discesa.

Il cadavere del motociclista
Nei boschi del Ticino vicino ad Abbiategrasso, cercando bene tra gli alberi, è possibile trovare appeso a un albero il cadavere, ormai decomposto, di un motociclista. Lo scheletro, ancora vestito con tuta di pelle e casco, sarebbe rimasto lì appeso dopo un incidente causato probabilmente dalle buche nel terreno.

Testa in due
A Genova Pegli, sul lungomare, c'è una brutta curva detta "curva del risveglio". Lì pare che un motociclista sia caduto e abbia battuto la testa. Soccorso dai passanti ha rassicurato tutti dicendo che era tutto a posto, e si è fatto accompagnare al bar per prendere un bicchier d'acqua. Entrato nel bar si è tolto il casco e... la testa gli si è aperta in due, spaccata a metà come un cocomero, e lui è morto.

Sorpresa nel bagagliaio
Si narra che dei cittadini italiani abbiano vissuto disavventure in territorio sloveno sul finire della guerra. A un posto di blocco della Milizia veniva intimato loro di scendere dalla vettura, che veniva confiscata per motivi di emergenza, ma con la promessa che sarebbe stata restituita in breve tempo a missione ultimata. Dopo un'ora circa veniva puntualmente restituita ai proprietari, i quali dopo essere ripartiti e aver percorso alcuni chilometri verso l'Italia nutrivano sospetti che li inducevano a controllare nel bagagliaio, dove... sorpresa!, un bel cadavere di militare, che alcuni scaricavano terrorizzati, e altri dichiaravano con disinvoltura alla frontiera.

Carne da trapianto
La storia di bambini rapiti allo scopo di espiantarne gli organi non è purtroppo una leggenda, ma da questa psicosi sono nate, dal 1990, parecchie favole. Nell'agosto 1990 si era diffusa la voce che una bambina austriaca in vacanza in Italia, sulla costa adriatica, era scomparsa per breve tempo; ritrovata ancora in vita, si scoprì che le era stato sottratto un rene. La storia del rene sottratto circola anche negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, ma in Polonia ne giravano di simili già negli anni '70.

Turisti linciati
Un turista giapponese e un autista di autobus sono stati lapidati da una folla guatemalteca perché stavano fotografando dei bambini. Erano perciò sospettati di essere dei rapitori di bambini con lo scopo di espiantarne gli organi: in molti villaggi del Guatemala è diffusa la convinzione che finti turisti si aggirino nei villaggi per rapire bambini. Purtroppo da questa macabra leggenda nasce una ben più macabra realtà: nel solo 1999 si contano 71 turisti o persone sospette linciate.

Mani da uomo
Una ragazza, uscita da una discoteca di Ginevra, vede che nella sua macchina c'è una vecchia. La vecchia chiede di accompagnarla a casa, perché ha freddo e non ha soldi; la ragazza, impietosita, accetta. La vecchia abita in campagna. Davanti alla macchina della ragazza c'è un altro veicolo che frena improvvisamente, e lei è a sua volta costretta a inchiodare. La vecchia, proiettata in avanti, appoggia le mani contro il parabrezza, ma... la ragazza si accorge che le mani sono di un uomo! Prontamente molla i freni e decide di tamponare la macchina davanti per chiedere aiuto; dopodiché scende di corsa e va verso la macchina tamponata. Nel frattempo la "vecchia" sparisce. La Polizia arriva e, perquisendo la macchina, trova un'ascia sotto il sedile del passeggero.

Autostoppista fantasma
Un tipo dà un passaggio a una ragazza e gli presta, dato il freddo, il suo maglione. Si scambiano i numeri di telefono, e il giorno dopo il tipo si accorge che il maglione se l'è tenuto lei; telefona, ma risponde la madre, la quale gli racconta incredula che la figlia è morta un anno prima lungo quella strada. Il ragazzo va al cimitero e trova la tomba della ragazza, la cui foto la ritrae con indosso il maglione che le aveva prestato.
Varianti: la giovane è quasi sempre minorenne, viene caricata in seguito a una serata in discoteca o in osteria sullo svincolo della tangenziale; lasciata nei pressi di casa sua scompare improvvisamente nell'ombra e l'autista, preoccupato, suona all'indirizzo da lei indicato; lo accoglie la madre, diffidente e sospettosa: lui riconosce una foto della giovane sul pianoforte (o sulla credenza, o altrove), e a quel punto la madre scoppia a piangere, confida che sua figlia è morta diversi anni prima in un incidente stradale, proprio nello stesso luogo dove lui dice di averla incontrata quella sera; in qualche caso, il malcapitato torna a casa molto stanco e confuso, al mattino seguente si chiede se non sia stato tutto un sogno, ma quando va in garage per prendere l'auto, trova sul sedile posteriore l'orologio da polso di lei. Oppure il ragazzo torna immediatamente all'inizio della via dove aveva accompagnato la ragazza, la percorre tutta fino in fondo e guarda caso non trova nessuna casa, ma solo il cancello di un cimitero.

La dama di Parco Sempione
Si narra di una donna del Parco Sempione, molto affascinante, che chiama a sè le persone che passeggiano tranquillamente di notte per il parco, le quali vengono portate verso una misteriosa villa che un tempo si ergeva lì vicino. Non tutte le persone sono ritornate, e quelle che ce l'hanno fatta sono rimaste sconvolte per tutta la loro vita, e non hanno mai saputo raccontare la storia.

Ave Maria al contrario davanti allo specchio
Un amico dice di aver accettato una scommessa, in ballo c'erano circa 50.000 lire, che consisteva nel dire davanti a uno specchio l'Ave Maria cinque volte al contrario. Lui riprese il fatto. Bene, appena finisce di dire le preghiere lo specchio, così dice, si ruppe. Adesso lui è pieno di graffi in faccia, ma il filmato della telecamera si interrompe poco prima della fine delle preghiere.

Vita da mela
Un ragazzo un giorno, siccome i suoi genitori erano partiti per un viaggio e l'avevano lasciato solo in casa, decise di provare l'effetto degli acidi. Appena prese queste sostanze però, venne informato dai genitori che stavano rientrando a casa, poiché il viaggio era stato rimandato. Il ragazzo assunse allora delle sostanze eccitanti per cercare di nascondere gli effetti degli acidi, ma come risultato uscì di testa: ora si crede una mela, e quando esce di casa teme di essere mangiato dai passanti.

Braccio catramato
Anni fa giravano voci in merito a un tale che, in ritardo a un appuntamento, non rispettò i limiti di velocità schiantandosi con la vettura. Sceso, constatò di aver perduto l'avambraccio destro, che giaceva insanguinato sul selciato. Allora prese coraggio e immerse i due monconi in un barile di catrame che si trovava nei pressi di un cantiere, li ripulì con della nafta e si fasciò il braccio a mo' di ingessatura... Ebbene si dice che a tutt'oggi sia vivo e vegeto, e che abbia pure il pieno controllo dell'arto.

Subacquei d'alta montagna
Avete mai sentito di subacquei bardati di tutto punto ritrovati in stato confusionale, o addirittura morti, in cima alle montagne? Infatti quando vengono usati i canadair per spegnere gli incendi è facile che, in fase di raccolta dell'acqua in mare, siano risucchiati i sub, e che essi vengano scaricati sugli incendi insieme all'acqua.

Volo dall'ambulanza
Due tizi avevano avuto un incidente spaventoso, uno era morto sul colpo, l'altro era rimasto incredibilmente illeso. Per sicurezza l'ambulanza lo stava portando all'ospedale per accertamenti, ma a un certo punto un gatto attraversa la strada all'ambulanza, che per non investirlo frena bruscamente; la frenata è così brusca che per il contraccolpo il ferito parte con la barella sfondando la porta posteriore e cadendo dall'ambulanza, e viene investito dall'auto che seguiva, morendo sul colpo.

Paté di cornea
Un certo tizio fu folgorato, fortunatamente senza conseguenze; quando tornò a casa e fece per togliersi le lenti a contatto, però, si sfilò anche il cristallino, e rimase cieco da un occhio. Corso al pronto soccorso gli dissero che la causa era stata proprio la corrente elettrica che lo aveva attraversato, "saldandogli" la cornea alla lente.

Sorpresa
Un ragazzo, un po' sfigato, è solito andare in discoteca, ma non cucca mai. Una sera una ragazza lo approccia e gli fa delle avance sfacciate (oltretutto è vestita in modo molto provocante); lui ovviamente ci sta, escono nel piazzale e si appartano. A questo punto dei misteriosi personaggi aggrediscono lui, con la ovvia complicità di lei, e lo stordiscono; si ritrova il giorno dopo all'ospedale dove è stato scaricato dai rapitori, che nella notte lo hanno operato, togliendogli un rene.

La scritta sullo specchio
Un uomo in cerca di avventure conosce al bar una bellissima ragazza con la quale trascorre la notte. Al mattino scopre con rammarico che lei se n'è già andata, senza lasciare neanche due righe d'addio. Ancora assonnato si reca in bagno, dove sullo specchio, scritto con il rossetto, spicca più eloquente che mai un messaggio di morte: "Benvenuto nel mondo dell'AIDS".
Variante: questa volta è l'uomo ad andarsene per primo; qualche giorno la ragazza riceve una rosa nera con un bigliettino, firmato dall'uomo e col testo: "Benvenuta nel mondo dell'AIDS".

Cotto a puntino
Le onde elettromagnetiche emesse dai forni a microonde sono particolarmente potenti; una donna, nell'estrarre una teglia, si sarebbe ritrovata con la mano tranciata dalla potenza delle onde emanate dal misterioso elettrodomestico.

La macchina fatale
C'è un ragazzo che va da una zingara per farsi leggere le carte, e lei gli dice che morirà (con tanto di data e ora dell'avvenimento) investito da una macchina rossa. Il ragazzo, al motto di "non ci credo ma meglio essere prudenti", decide che è meglio non uscire quel giorno, non si sa mai... Ma mentre è seduto sul divano dalla parete si stacca un quadro e gli cade in testa, uccidendo sul colpo il ragazzo; il quadro raffigurava una Ferrari!

Specchietto assassino
Uno studente, nel fissare troppo insistentemente una ragazza sulla banchina della metropolitana, non si accorge di aver oltrepassato la linea gialla di sicurezza, arriva il metrò e si becca in piena faccia lo specchietto del convoglio.

Giù
Si narra di uno studente che a Milano scende di corsa dalla scala mobile della metropolitana perché sente arrivare il treno e non vuole perderlo; in realtà il treno è sull'altro binario e lui, non riuscendo a fermarsi, cade sulle rotaie sottostanti!

Pisciata elettrica
Si narra che un'idiota stratosferico pisciando dal ponte della ferrovia cercò di centrare i fili elettrici d'alimentazione della rete ferroviaria. Non solo ne beccò uno ma addirittura due e la terribile tensione gli ritornò inesorabilmente indietro! L'uccello gli divenne così di dimensioni e forme abnormi... modello palloncino delle giostre.

La tratta delle bianche
Belle ragazze che entrano nei camerini dei negozi per provare dei vestiti da comprare spariscono, rapite per essere immesse sul mercato della tratta delle bianche.

Esplosioni fognarie
Nell''89-90 in Belgio (sembra ad Antwerpen) a una persona è esplosa la tazza del cesso a causa del metano di fogna e della sigaretta che aveva gettato dentro.

Il morso del ragno
Una giovane donna in compagnia del marito sta allegramente prendendo il sole al mare, sdraiata sulla sabbia, quando improvvisamente un ragno la morsica o punge in piena fronte. Lì per lì l'episodio si conclude con l'uccisione dell'insetto, ma passato qualche giorno la giovane nota un leggero rigonfiamento, come una pustola proprio nel punto della precedente puntura, e decide di recarsi dal medico. Il medico, vedendola, dispone di praticare un'incisione al fine di eliminare questa brutta e indesiderata "macchia", e al momento del taglio, minuscoli ragnetti escono dalla ferita: infatti con quella puntura il ragno aveva deposto le uova, che una volta schiusesi avevano provocato una grave crisi nella donna, portandola alla pazzia.

Girato al contrario
Un motociclista si mette la giacca a vento al contrario (con la cerniera dietro) per ripararsi meglio dal freddo; fatto sta che in seguito a un incidente sviene, e chi lo soccorre girandogli la testa dalla parte "giusta" lo ammazza...

Un cuore grande
Due ragazzi, Tracy e Marco, si amavano tantissimo, ma Tracy soffriva di una grave malattia al cuore e aveva bisogno urgente di un trapianto. Un giorno arriva la notizia che si è trovato un donatore compatibile in America, così parte, si opera e finalmente è guarita per sempre. Torna a casa e corre subito a casa di Marco, ma lui non c'è; c'è sua sorella che le consegna una lettera firmata dal fratello: "Tracy, mi dispiace di non poter condividere in questo momento questa gioia con te, ma adesso il mio cuore batte dentro di te".

L'Abate Nero
Eravamo alla sagra di San Valentino, quando io, mio fratello e due mie amiche decidemmo di andare a fare una passeggiata fino al cimitero. Arrivati, notammo che il cancello era chiuso con una catena completa di lucchetto; sostammo davanti al cancello per cinque minuti, fino a quando Stefania e Francesca mi stordirono con le loro urla che dicevano di aver visto una figura incappucciata e vestita di nero aggirarsi tra le tombe. Loro corsero via verso la chiesa (dove si teneva la festa); io e mio fratello le seguimmo convinti che si trattasse di uno scherzo o di uno sbaglio. Tuttavia in seguito insistettero che non era uno scherzo e neppure un'ombra, ma qualcosa di vero... Quasi un anno dopo Francesca, a casa sua, mi mostrò un libro preso in biblioteca che parlava di leggende, mostri e fenomeni strani; tra gli altri c'era un "articolo" dedicato all'"Abate Nero", e Francesca disse di riconoscere nell'immagine del libro la figura dell'"essere" che avevano visto l'anno prima.

Il cesso che brucia
Un tizio stava seduto sul cesso, e dopo essersi pulito con la carta igienica buttò la cicca che stava fumando nel water; la carta prese fuoco e gli bruciò il sedere, peli compresi; sobbalzando dalla tazza, l'uomo sbatté la testa sul vicino davanzale e svenne. La moglie, accortasi dell'incidente, chiamò l'ambulanza. I barellieri lo caricarono, e mentre scendevano le scale uno di loro chiese al tizio come avesse fatto a farsi male; lui raccontò la storia, e gli infermieri si misero a ridere tanto da perdere la presa della barella: questa rotolò giù per le scale, e il tizio morì.

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