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— Verità e falsitàVerità e falsità nelle "tesi alternative" sull'11 settembreI misteri e gli intrighi sono da sempre affascinanti, e da sempre attirano la naturale curiosità dell'uomo. Ci piace scoprire elementi nascosti, sconosciuti ai più; ci elettrizza pensare che esistano altre verità, più sottili, che solo in pochi sono in grado di cogliere; ci appassiona l'andare a guardare nelle "stanze nascoste", dove "i potenti" prendono "le decisioni". Pensate a tutti i film e telefilm che si basano su questo meccanismo; pensate alle storie di agenti e organizzazioni occulte, di operazioni militari segrete, di connivenze e complicità inconfessabili; pensate se volete anche al Santo Graal, icona universale di ricerca di un tesoro simbolo di un mistero vecchio di 2000 anni; pensate in generale a tutte le leggende e storielle, più o meno verosimili, diffuse in tutto il mondo sin dalla nascita dell'uomo. Alla gente piace pensare che esista qualcosa di sotterraneo, e le piace anche poter giocare "alla vittima" di un gioco messo in atto da altri (potenti, quindi cattivi) sulla nostra pelle. A volte, sia chiaro, le "tesi complottiste" (quelle che parlano di maneggi oscuri, di regie occulte, di potenti che manipolano il mondo e gli eventi) si rivelano vere. Tanto per restare nell'attualità, basti pensare ai sospettati di terrorismo rapiti (anche in Europa) e deportati in Paesi dove le indagini hanno, diciamo così, meno "restrizioni"; oppure, per restare a casa nostra, allo scandalo che ha coinvolto il nostro calcio, scoprendo una cupola di personaggi che nel buio cercavano effettivamente di influenzare arbitri e risultati di partite (quante volte abbiamo gridato "arbitro venduto"? ecco, a quanto sembra non sempre a torto). Ma, bisogna dirlo, si tratta di eccezioni. Molto spesso la realtà è semplice esattamente quanto sembra. Conoscete il principio del rasoio di Occam? Fondamentalmente dice che tra una tesi semplice e una più complessa, capaci entrambe di spiegare una certa cosa, la prima è da preferirsi, in quanto in genere è quella vera. In altre parole, non ha molto senso cercare spiegazioni intricate e complicate per interpretare eventi spiegabili in maniera molto più limpida e lineare. Fermo restando, come detto, che esistono pure le eccezioni. Il punto fondamentale è che non si può scegliere razionalmente una versione, quale che essa sia, senza confrontare le ragioni del pro e del contro, le tesi e le antitesi, i sostenitori e i detrattori di ciascuna teoria. Come in un processo equo accusa e difesa devono potersi fronteggiare, così in ogni discussione bisogna avere il tempo e la voglia di ascoltare tutte le argomentazioni, per poi giungere, con spirito critico, a una decisione. Il materiale a favore e contro la "tesi ufficiale" e la "tesi complottista" che si trova in Internet è notevole: per studiarlo tutto con attenzione ci vogliono giorni e giorni. Quello presentato nelle nostre pagine è solo un estratto, ma nella Rete si trovano perizie e controperizie ingegneristiche sul crollo delle torri, studi fisici (comprensibili solo a pochi fortunati), analisi di precedenti storici, esami sui filmati e sulle fotografie, interviste ai protagonisti, pareri di esperti (e sedicenti tali), e molto altro. È difficile seguire e comprendere tutto, ed è soprattutto pressoché impossibile discernere ciò che è vero da ciò che è falso; infatti non ci sono solo elementi portati a supporto di una tesi (perché fa comodo) e completamente ignorata dall'altra, e non ci sono solo dati che possono essere interpretati in modi diversi; molti punti delle due tesi sono tra loro assolutamente inconciliabili: a quali credere? In mancanza di uno studio più approfondito diventa una questione di fede. Credete che il governo statunitense sia abbastanza potente, cinico e spregiudicato da architettare un'azione che uccida tremila loro concittadini causando l'immane devastazione che tutti abbiamo visto, per motivi economici e/o politici? Allora forse sarete più portati a dare fiducia alle tesi complottiste. Pensate che il terrorismo abbia davvero avuto la capacità di organizzare un piano di portata inedita, colpendo gli Stati Uniti (e l'intero occidente) al cuore servendosi di qualcosa di tipicamente americano, gli aerei? Allora rimarrete fedeli alle più semplici e accreditate tesi ufficiali. Non volete avere pregiudizi, ma siete curiosi di sapere quanto c'è di vero dietro queste "teorie alternative"? Allora buon lavoro, qui sotto vi proponiamo una lista di siti (ma non sono gli unici) contenenti molti materiali pro e contro ciascuna ipotesi! Noi non vogliamo dare nulla per scontato, né supportare a priori nessuna delle due tesi; vi raccomandiamo solo di avere spirito critico, cioè di pensare con la vostra testa, usare il buon senso e confrontare sempre fonti e argomentazioni diverse per vedere se una delle due riesce a prevalere sull'altra, confutandola punto per punto e portando prove o ragionamenti validi a supporto delle proprie teorie. In aggiunta a quanto detto bisogna suggerire che, se gli Stati Uniti certo non sono un angioletto (anzi, spesso nel passato - anche recente - hanno mostrato atteggiamenti quantomeno discutibili), non è detto che chi gli si oppone lo sia (vedi sotto). Quindi, se scegliete di essere ipercritici (atteggiamento opposto, ma non meno pericoloso, della creduloneria), siatelo nei confronti di entrambe le parti!
Risorse esterne:
Cosa c'è dietro le "teorie complottiste" immaginate da Asile.org?Prima di tutto è bene rendere noto un particolare che può facilmente sfuggire al lettore, ma non a un web-master: la pagina web di Asile.org contiene infatti piccole immagini di un pixel, intenzionalmente invisibili. Perché ci sono? Sicuramente non sono di nessuna utilità per il lettore o per la costruzione della pagina. E allora? Semplice: attraverso questo strumento ("web-bug") è possibile sapere quando il documento viene letto e soprattutto quante persone lo leggono e lo diffondono. In pratica Asile.org tiene controllata la diffusione della propria teoria, con uno strumento che va ben oltre il semplice contatore di accessi e che considera anche la diffusione via e-mail del documento (il controllo è limitato alle e-mail in formato HTML, vengono escluse quelle testuali ovviamente). Inoltre nel sito Asile.org registriamo l'immancabile rimando a un libro recentemente pubblicato che spiegherebbe meglio e in maniera più esauriente l'intera teoria riassunta in questa pagina: considerando che questo libro ha riscosso enorme successo in Francia ed è diventato famoso proprio grazie alla diffusione via Internet di questa bufala, non può non sorgere il dubbio che si tratti dell'ennesima trovata pubblicitaria, volta a sfruttare la tragedia dell'11 settembre. Infine, come ricorda Attivissimo.net, emerge un ulteriore aspetto "triste" della vicenda, che in questo caso non riguarda il semplice sfruttamento di una tragedia per vendere un libro, ma tocca direttamente la politica: secondo il giornale francese Le Monde dietro questa faccenda c'è Thierry Meyssan, noto radicale di sinistra estremamente attivo in Rete tramite siti come Reseau Voltaire. Suo figlio, Raphaël Meyssan, è web-master di tale sito e, strana coincidenza, anche di Asile.org. La teoria di Meyssan è che sia stato lo stesso governo americano a provocare questo attentato verso i propri concittadini, accusando poi i terroristi stranieri. Motivo? Ricompattare lo spirito americano di fronte alla recessione economica (può sembrare assurdo, in effetti pensando a tutto ciò che è successo dopo l'11 settembre può quasi parere plausibile). Dobbiamo stare attenti a fidarci di ogni tipo di informazione: a volte, anche dietro a strumenti mediatici "fuori dal coro" possono nascondersi le leve lunghe della politica tradizionale (in questo caso c'è addirittura un legame consanguineo diretto). Oltre a tanti di noi, purtroppo, ci sono caduti anche alcuni organi che si occupano di stampa e di informazione, dei professionisti del settore che hanno preso così com'era la bufala girata da Asile.org. Hanno "abboccato", per esempio, il quotidiano gratuito a tiratura nazionale Leggo (che nel n° 63 del 9 aprile 2002 ha ricalcato "bovinamente, senza alcun accenno di critica, quanto affermato da questi complottisti francesi"); il sito Clarence.com, ma solo inizialmente, per poi correggersi con grande autoironia; ci è cascata anche Odeon TV, che in un talk-show trasmesso venerdì 19 aprile 2002 ha presentato dettagliatamente il sito di Asile.org. Quindi il discorso è sempre il solito: non crediamo a tutte le informazioni che ci arrivano e teniamoci un po' di spirito critico. Non c'è una ricetta per evitare di essere abbindolati e manipolati, ma possiamo sempre informarci il più possibile da ogni tipo di fonte, senza fidarci ciecamente di una unica. Occhio alle bufale! |
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